Il presidente russo Vladimir Putin ha manifestato una notevole apertura e una profonda comprensione verso alcune proposte avanzate dagli Stati Uniti, mirate alla de-escalation del conflitto in Ucraina. Questa importante posizione è emersa durante una telefonata con l'ex presidente statunitense Donald Trump, un colloquio avvenuto venerdì sera su iniziativa di quest'ultimo. Il Cremlino ha ufficialmente reso nota questa informazione tramite il suo portavoce, Dmitry Peskov, che ha fornito dettagli ai reporter. La conversazione tra i due leader si è concentrata in modo predominante sulla risoluzione della crisi ucraina, evidenziando la centralità e l'urgenza di questo dossier nel dialogo internazionale.
Il contenuto riferito da Peskov
Dmitry Peskov ha specificamente evidenziato il tema della de-escalation come uno dei punti focali e più significativi della telefonata tra il presidente Putin e l'ex presidente Trump. Il portavoce del Cremlino ha riferito la posizione attribuita al presidente russo con chiarezza, affermando testualmente che: “Nel corso della conversazione, il presidente russo si è mostrato molto comprensivo verso alcune proposte della parte statunitense relative alle misure di de-escalation”. Il riferimento è inequivocabilmente al conflitto in Ucraina e alle specifiche iniziative proposte dagli Stati Uniti durante il colloquio telefonico. Tuttavia, è importante sottolineare che i dettagli precisi di tali misure o un elenco pubblico delle proposte discusse non sono stati resi noti.
Il Cremlino ha inoltre specificato che la maggior parte del tempo della telefonata tra i due leader è stata dedicata interamente alla risoluzione della complessa e persistente crisi ucraina. Il resoconto ufficiale disponibile non ha fornito dettagli ulteriori sulle singole misure di de-escalation menzionate da Peskov, né è stato diffuso un elenco pubblico delle proposte discusse. Il punto centrale e di maggiore rilievo rimane, dunque, la valutazione positiva attribuita a Putin riguardo alcune iniziative statunitensi e l'importanza strategica e significativa conferita al dossier ucraino nel corso di questo importante colloquio bilaterale.
Il nodo dei colloqui sull’Ucraina
Durante la medesima telefonata, il Cremlino ha affrontato anche la delicata questione della ripresa dei colloqui trilaterali di pace sull’Ucraina.
Il presidente Putin ha comunicato a Trump che, secondo la prospettiva russa, Kyiv avrebbe compromesso in modo significativo la possibilità di una ripresa immediata dei negoziati. Questa situazione, è stato spiegato, sarebbe stata causata direttamente dagli attacchi con droni contro Mosca, eventi avvenuti durante le elezioni russe del mese precedente. Questa posizione è stata ulteriormente illustrata da Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, che ha esposto in dettaglio il punto di vista russo sul percorso negoziale e sulle sue attuali difficoltà.
Ushakov ha indicato come formato negoziale di riferimento un tavolo di discussione che coinvolge direttamente Stati Uniti, Russia e Ucraina.
La ripresa di tali negoziati, tuttavia, è stata chiaramente messa in discussione dalle recenti azioni attribuite a Kyiv, secondo la prospettiva russa. Mosca, ha precisato Ushakov, valuterà attentamente quando e in quali condizioni i negoziati potranno effettivamente riprendere, sottolineando la necessità di un ambiente propizio al dialogo costruttivo e alla fiducia reciproca, un ambiente che le recenti azioni di Kyiv avrebbero, a detta del Cremlino, compromesso.