Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha ufficializzato alla Leopolda di Firenze il sostegno alla candidatura di Pietro Bartolo per la presidenza della Regione Siciliana. L'annuncio è giunto dal palco dell'evento, dove Bartolo, medico di Lampedusa ed ex europarlamentare, ha spiegato la sua scelta di essere presente nonostante l'anniversario di un naufragio a Lampedusa. Ha sottolineato l'importanza di partecipare a questa "casa riformista" per formulare proposte concrete per un cambio di governo, ribadendo che “Solo la politica può dare soluzioni”.
Migranti e difesa dell'Europa
Bartolo ha posto al centro del suo intervento la questione dei migranti, sottolineando l'urgenza di fornire risposte concrete. Ha invocato una politica unita e riformista e ha identificato nella difesa dell'Europa dai populismi e dalle destre un compito fondamentale. Il medico ha ripercorso la sua attività a Lampedusa, affermando di aver curato e soccorso oltre 350mila persone. Con profonda amarezza, ha menzionato le numerose ispezioni cadaveriche effettuate, definendole una "vergogna collettiva". Ha criticato aspramente le politiche che ostacolano l'accoglienza, la costruzione di barriere e i patti con regimi dittatoriali in materia migratoria, ricordando due recenti tragedie: il naufragio di quattro giorni prima a Lampedusa, costato la vita a quattro bambini, e la morte di 360 persone il giorno precedente.
Ha concluso rammentando le sue origini di pescatore e la sua esperienza personale di naufrago.
Le prime reazioni politiche
La candidatura di Bartolo ha suscitato le prime reazioni nel panorama politico siciliano. Ismaele La Vardera, candidato presidente della Regione per Controcorrente e Progetto Civico Italia, ha augurato a Bartolo una buona campagna elettorale, definendolo "persona perbene e stimata". Ha visto la candidatura come "un grande passo avanti" rispetto al 2022, pur confermando la sua corsa alla presidenza.
La senatrice Dafne Musolino, vice capogruppo di Italia Viva – Casa Riformista al Senato, ha espresso "assoluta convinzione" nel sostenere Bartolo, definendo la scelta "precisa".
Ha criticato l'immobilismo del governo regionale e il sistema di potere "autoreferenziale", invocando una "rivoluzione sociale e culturale radicale" per la Sicilia. Musolino ha elogiato Bartolo come "un uomo che ha sempre operato in trincea", lontano dalle "logiche clientelari", vedendo in lui la risposta per una politica di trasparenza e un "taglio netto col passato".