A Trieste, il 17 ottobre 2026, l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, è intervenuto in merito al dibattito sorto attorno alle prescrizioni emanate dalla Questura per l’utilizzo di piazza della Libertà. L’intervento, diffuso alle 17:27, ha chiarito la posizione della Regione riguardo all’uso degli spazi pubblici e alla corretta qualificazione delle attività che vi si svolgono. Roberti ha specificato che una serie di comportamenti, tra cui cucinare, distribuire cibo, trasmettere musica, giocare a pallone e sventolare bandiere, configurano una vera e propria manifestazione.

L’assessore ha dichiarato esplicitamente: “Se in una piazza pubblica – nello specifico in piazza della Libertà – si cucina, si distribuisce cibo, si trasmette musica, si gioca a pallone e si sventolano bandiere, non credo che ciò si possa configurare diversamente da una manifestazione”. Questa affermazione rafforza la legittimità delle disposizioni della Questura di Trieste, giudicate da Roberti come corrette e necessarie per la gestione degli eventi pubblici e per garantire l’ordine.

Regolamentazione e Prescrizioni per le Manifestazioni

Roberti ha posto l’accento sulla duplice esigenza di garantire il diritto di manifestare e, al contempo, di regolamentare tali attività. Ha sottolineato che questa regolamentazione deve essere applicata in modo uniforme, “senza sconti per nessuno”, a chiunque intenda utilizzare gli spazi pubblici per scopi manifestativi.

La sua posizione evidenzia come il diritto di espressione debba essere sempre accompagnato da un quadro di prescrizioni chiare, volte a un utilizzo ordinato e condiviso delle aree cittadine, assicurando che tutti i cittadini possano fruirne.

Riferendosi alla situazione specifica di piazza della Libertà, l’assessore ha osservato che la tolleranza verso determinate attività si sarebbe protratta “fin troppo a lungo”. Ha poi argomentato che, se si dovesse accettare il principio per cui “tutto è consentito”, si creerebbe un precedente per cui anche un sindacato o un partito potrebbero occupare quotidianamente e per anni spazi come piazza Unità o altre vie cittadine per le proprie manifestazioni. Questo paragone serve a rimarcare la necessità di limiti e regole chiare per evitare abusi e garantire l’equo accesso e la fruibilità degli spazi pubblici a tutti.

Diritto di Manifestare e Uso degli Spazi Pubblici

L’assessore regionale alla Sicurezza ha ribadito il pieno diritto a manifestare, indipendentemente dalle modalità – che si tratti di distribuire cibo, sventolare bandiere, come quelle palestinesi, o esprimere motivazioni di varia natura. Questo diritto, tuttavia, deve essere esercitato all'interno del quadro di regolamentazione e prescrizioni stabilito per l'uso degli spazi pubblici, come ribadito dall'assessore in relazione all'intervento della Questura di Trieste. Roberti ha quindi sostenuto la correttezza dell'operato del questore, in linea con i principi di gestione degli spazi comuni.