A Cagliari, il 1° ottobre 2026, un episodio di tensione ha scosso la maggioranza del Campo Largo. Alessandro Solinas, coordinatore regionale M5S in Sardegna e presidente della terza commissione, ha richiesto un vertice urgente con i partiti alleati. La decisione segue la bocciatura in Aula, con voto segreto, di una proposta della Giunta.

La questione riguardava la sostituzione di un esperto nella Consulta dell'Emigrazione, proposta dall'assessora Desirè Manca. L'esito del voto ha rivelato una spaccatura interna, con la maggioranza sconfitta in Consiglio, un evento inedito in questa legislatura.

Solinas ha collegato la richiesta alla necessità di un confronto approfondito nella coalizione. "Ciò che è successo oggi verrà discusso in un vertice con i partiti della maggioranza," ha dichiarato, per affrontare "quanto accaduto e gli assetti politici odierni" e ristabilire coesione.

La posizione del Movimento 5 Stelle

Il coordinatore regionale del M5S ha respinto l'interpretazione del voto come valutazione negativa sull'attività dell'esecutivo o sull'operato dell'assessora coinvolta. Solinas ha affermato: "Non riteniamo che il voto di oggi rispecchi una valutazione positiva o negativa nei confronti dell'operato della Giunta e dell'assessora Manca". Questa posizione mira a dissociare l'esito della votazione da un giudizio politico sull'operato della Giunta e dell'assessorato.

Il Movimento 5 Stelle ha inoltre escluso un collegamento tra l'episodio in Aula e le presidenze delle commissioni attribuite al Movimento. Fonti interne pentastellate hanno ribadito che il M5S presiede due commissioni e intende mantenerne due. Il Movimento non ha chiesto più di quanto ritiene corrispondente alla propria rappresentanza in Consiglio.

Commissioni e confronto politico

Riguardo alle commissioni, la linea pentastellata si oppone alle ricostruzioni che collegano il voto segreto a presunte tensioni sugli equilibri interni della maggioranza. Il Movimento ha dichiarato di non voler accettare alcun ricatto politico e ha posizionato le discussioni sulla distribuzione delle presidenze al di fuori del proprio ambito. L'obiettivo primario resta il chiarimento interno e la ricomposizione delle dinamiche di coalizione per garantire stabilità e efficacia dell'azione di governo.