La media dei sondaggi a cura di Youtrend per Agi del 22 ottobre 2025 mette in luce i mutamenti nelle preferenze dell'elettorato italiano in concomitanza con la ricorrenza dei quattro anni trascorsi dall'insediamento dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. I dati emersi indicano una fase di ripresa per il principale suo partito FdI, rispetto al dato di due settimane fa. E poi c'è una battuta d'arresto per la formazione politica capeggiata dall'ex generale Roberto Vannacci.
Si rinforza Fratelli d'Italia
Analizzando nel dettaglio le percentuali attribuite alle singole forze politiche, Fratelli d'Italia si attesta in cima alle preferenze con il 27,9% con una crescita significativa (+0,7), seguito dal Partito Democratico che consolida la sua posizione al 20,3% (+0,3).
Più distaccati compaiono il Movimento Cinque Stelle, che accusa una flessione rispetto alla precedente rilevazione (-0,7) portandosi al 12,1%.
Tra gli altri partiti poi troviamo stabile Forza Italia di Antonio Tajani al 7,3%, Futuro Nazionale in forte calo di otto decimali scende bruscamente al 6,8%, e Alleanza Verdi Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni è al 6,1% (-0,1). La Lega di Matteo Salvini appare stabile rispetto a due settimane fa con il 5,6%.
Gli altri partiti e le coalizioni
All'interno del sondaggio tra gli altri partiti troviamo Azione di Carlo Calenda con il 3,3% e Italia Viva dell'ex premier Matteo Renzi con il 2,4%, che registrano entrambi una modesta crescita di un decimale.
PiùEuropa è all'1,4% (-0,3) e Noi Moderati di Maurizio Lupi è stabile con l'1,1%.
Dal punto di vista delle coalizioni, lo scenario politico evidenzia una competizione particolarmente aperta tra i 2 principali schieramenti contrapposti. Il raggruppamento progressista del campo largo mantiene un vantaggio esiguo di poco più di un punto percentuale: è infatti al 44,3% (+1) rispetto al 42,9% del centrodestra (+1,7%).
Questo dato in sostanza conferma una polarizzazione dell'elettorato in vista dei prossimi appuntamenti istituzionali ed elettorali del Paese. E, per effetto della legge elettorale, la competizione si farà ancora più serrata per le coalizioni, il cui fine è arrivare alla soglia del 42% per sbloccare il premio di maggioranza.