Il segretario lombardo di Forza Italia e deputato Alessandro Sorte ha fermamente respinto l’ipotesi di primarie limitate esclusivamente a Milano. La dichiarazione è stata rilasciata sabato 10 ottobre 2026, a margine di un evento di partito tenutosi nel capoluogo lombardo, e giunge in replica alla proposta avanzata da Matteo Salvini di ricorrere a tale strumento per la scelta del candidato sindaco. Per Sorte, l’eventuale adozione di un metodo di selezione così specifico non può essere applicata in modo selettivo: “Non può essere un metodo a macchia di leopardo”, ha chiosato il segretario.

Sorte ha sottolineato come la questione sia intrinsecamente legata alla coerenza del metodo di scelta dei candidati all'interno della coalizione di centrodestra. Se si decidesse di procedere con le primarie a Milano, ha spiegato, la medesima modalità dovrebbe essere estesa e applicata uniformemente su tutto il territorio. Il segretario lombardo di Forza Italia ha inoltre affrontato l’eventualità di un mancato accordo con la Lega. In tale scenario, qualora la Lega optasse per una corsa in solitaria, Sorte ha richiamato un precedente storico significativo: quello del vecchio Polo della libertà che, con Albertini sindaco, riuscì a imporsi a Milano anche senza l'apporto della Lega. La sua sintesi è stata chiara: “Non sarebbe una tragedia”.

Il dibattito sulle primarie e la scelta del candidato

La posizione espressa da Alessandro Sorte il 10 ottobre 2026 si inserisce nel più ampio e acceso confronto in corso per la definizione del candidato del centrodestra in vista delle prossime elezioni comunali di Milano del 2027. Già in precedenza, l’11 giugno 2026, Sorte aveva avuto modo di esprimersi sulla possibilità di primarie di coalizione. In quell'occasione, pur non escludendo alcuna opzione, aveva indicato come soluzione preferibile per Forza Italia la convocazione dei tavoli del centrodestra per una scelta condivisa e concertata del nome, un approccio già adottato con successo in passato. Sorte aveva altresì evidenziato la preferenza per una figura civica rispetto a un profilo strettamente politico e aveva rivelato che Forza Italia disponeva già di un potenziale candidato, la cui identità non era però stata resa pubblica.

All'interno del dibattito interno alla coalizione, il tema delle consultazioni è stato collegato anche all’iniziativa della Lega, che aveva organizzato dei gazebo il 20 e 21 giugno in tutta la città di Milano per consultare la propria base. Sorte aveva definito tale iniziativa una scelta legittima da parte di un partito della coalizione, interessato ad ascoltare i propri militanti e la propria base elettorale. Riguardo ai tempi della campagna elettorale del centrodestra milanese, il segretario aveva precisato che non era possibile stabilire con certezza un avvio dopo l’estate, poiché la scansione temporale dipendeva strettamente dal raggiungimento di un accordo definitivo al tavolo della coalizione.

Il precedente del Polo della Libertà a Milano

Il richiamo al Polo della libertà e al successo dell'amministrazione Albertini a Milano, anche in assenza di un'alleanza con la Lega, serve a rafforzare la tesi di Forza Italia sulla possibilità di un percorso autonomo in caso di disaccordo sulle primarie. Questa memoria storica suggerisce che il centrodestra milanese ha già dimostrato in passato di poter vincere anche con configurazioni diverse, sottolineando come un eventuale mancato accordo odierno non precluderebbe necessariamente un esito positivo per la coalizione.