La Rete per un voto libero e uguale ha formalmente presentato una serie di ricorsi articolati in sei punti, mirati a contestare la nuova legge elettorale. L'importante iniziativa ha avuto luogo presso la Camera dei deputati, a Roma, il 12 ottobre 2026, durante una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del professor Enrico Grosso. L'obiettivo centrale di questa azione è sottoporre all'attenzione della Corte Costituzionale i profili di incostituzionalità che, secondo i promotori, caratterizzano la normativa vigente.

Il professor Enrico Grosso ha delineato con precisione il quadro delle obiezioni sollevate nei ricorsi, sottolineando un legame diretto tra le attuali contestazioni e i precedenti giudizi di costituzionalità già espressi.

Grosso ha affermato con chiarezza: «Riteniamo che molti aspetti di questa legge riflettano punti già dichiarati incostituzionali in passato». Il primo e fondamentale nodo critico individuato riguarda il premio di maggioranza, contestato sia per la sua dimensione numerica sia per le modalità di assegnazione, che prevedono un numero fisso di seggi, un meccanismo che solleva seri dubbi sulla sua conformità costituzionale.

I sei aspetti chiave contestati nei ricorsi

I ricorsi meticolosamente preparati dalla Rete per un voto libero e uguale identificano sei aspetti cruciali della legge elettorale che necessitano di un esame approfondito da parte della magistratura costituzionale. Il primo di questi punti focali si concentra nuovamente sul premio di maggioranza, con obiezioni che investono sia la sua dimensione numerica sia le specifiche modalità di assegnazione, basate su un numero fisso.

Un secondo elemento di contestazione riguarda l'assegnazione del premio di maggioranza al Senato, in particolare la sua applicazione su base nazionale, un aspetto che i ricorrenti considerano problematico. Il terzo profilo di criticità è rappresentato dalle modalità con cui i seggi vengono assegnati ai singoli candidati, ritenute non conformi ai principi costituzionali.

Tra gli altri profili di incostituzionalità evidenziati durante la conferenza stampa figurano l'alternanza di genere nelle liste, l'indicazione del candidato premier e le firme necessarie per la presentazione delle liste. Questi sei elementi delineano il perimetro completo dei ricorsi presentati e illustrati presso la Camera, costituendo l'elenco dettagliato delle questioni sollevate con forza dai promotori dell'iniziativa.

È stato inoltre specificato che la legge elettorale in questione viene comunemente indicata anche con il nome di Stabilicum nel materiale divulgato in occasione della presentazione dei ricorsi.

La presentazione ufficiale e l'ampia partecipazione

La presentazione ufficiale dei ricorsi è stata programmata per le ore 13, svolgendosi nella prestigiosa sala stampa della Camera dei deputati. Questa iniziativa di grande rilevanza vede la partecipazione congiunta di un'ampia coalizione di partiti di opposizione e di numerose realtà civiche. Tra le formazioni politiche presenti figurano esponenti di Pd, Iv, +Europa, M5S e Avs, affiancati da una vasta rete di comitati, autorevoli costituzionalisti, avvocati e giuristi.

La Rete per un voto libero e uguale si conferma come la principale promotrice di questi ricorsi, già illustrati in dettaglio dal professor Grosso, evidenziando la trasversalità e la solidità del fronte che contesta la legge elettorale.

Il percorso descritto per l’inizi