Marco Galiano ha ufficialmente confermato le proprie dimissioni da sindaco di Trani, rassegnate lo scorso 25 settembre 2026. La decisione, irrevocabile, giunge a seguito dei profondi contrasti interni che hanno dilaniato la maggioranza di centrosinistra che lo aveva sostenuto. L'annuncio, diffuso tramite un lungo post pubblico, mette fine al confronto politico all'interno della coalizione che aveva portato Galiano alla vittoria nel ballottaggio dell’8 giugno 2026. La conferma, comunicata il 13 ottobre 2026, avviene a soli due giorni dalla scadenza del termine ultimo per il ritiro delle dimissioni, fissato per il 15 ottobre.

Nel suo messaggio alla città, Galiano ha chiaramente collegato la sua scelta al superamento di un limite personale e istituzionale. Ha dichiarato con fermezza: “Mi sono posto un limite invalicabile: la mia dignità di uomo e quella della città”. L'ex primo cittadino ha inoltre sottolineato come la fiducia nei suoi confronti fosse scesa al di sotto di una soglia accettabile, evidenziando la mancanza di riferimenti solidi e l'insostenibilità delle pressioni ricevute. Nonostante la fermezza della sua decisione, Galiano ha espresso il suo profondo dolore per non essere riuscito a portare avanti il percorso amministrativo intrapreso solo pochi mesi prima.

Le motivazioni della scelta

Galiano ha categoricamente escluso che le sue dimissioni siano da attribuire all'opposizione, ponendo invece le radici della crisi interamente all'interno della sua stessa maggioranza.

Con una dichiarazione incisiva, ha affermato: “Sarebbe bello poter dire che è stata l'opposizione a farmi dimettere, ma non è così”. La coalizione che lo aveva eletto nel giugno 2026 era composta da formazioni quali il Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Popolari con Galiano e la lista civica Per Trani. Nel suo comunicato, Galiano ha ribadito il venir meno della fiducia e l'emergere di una pressione politica divenuta incompatibile con l'esercizio sereno e dignitoso del suo mandato.

Il sindaco dimissionario ha aspramente criticato la logica secondo cui la qualità delle decisioni amministrative avrebbe dovuto piegarsi alla necessità di mantenere un precario equilibrio tra le diverse componenti politiche.

Ha fermamente contestato ogni tentativo di ridurre la complessità della vicenda a questioni specifiche come il dimensionamento scolastico o la gestione delle municipalizzate. Galiano ha inoltre chiarito che neppure un riconoscimento pubblico, attraverso le nomine, delle prerogative già attribuite per legge al sindaco di Trani, sarebbe stato sufficiente a fargli ritirare le dimissioni. Nel suo lungo post, ha anche menzionato una "variazione sul verde", descritta come un provvedimento attentamente preparato e ampiamente condiviso con gli uffici e gli assessori fino al giorno precedente la sua deliberazione in giunta, con la salvaguardia,