In Trentino, un'analisi sulla qualificazione degli enti locali per i lavori pubblici rivela che 81 dei 181 Comuni e Comunità esaminati, pari al 44,75%, non possiedono le abilitazioni necessarie. Questo dato è stato presentato il 15 ottobre 2026 da Antonio Tita, dirigente generale dell'Agenzia provinciale per gli appalti e contratti (Apac), durante un'audizione in Prima commissione del Consiglio provinciale di Trento. Al centro del dibattito, le nuove disposizioni normative per la gestione delle gare pubbliche e il sistema di qualificazione degli enti.
Nel dettaglio del settore lavori pubblici, solo 47 enti (25,97%) sono qualificati per la progettazione e l'affidamento delle gare. Altri 53 enti sono qualificati esclusivamente per la fase di esecuzione, con diversi livelli di abilitazione. Questa distinzione evidenzia la capacità operativa di Comuni e Comunità nelle diverse fasi dei processi di appalto.
Servizi e Forniture: Maggiori Criticità
La situazione si presenta ancor più critica per i servizi e forniture. Qui, gli enti non qualificati salgono a 104, ovvero il 57,46% del totale. Solo 38 enti (20,99%) sono qualificati per la progettazione e l'affidamento, mentre 39 dispongono della sola qualificazione per l'esecuzione del contratto. Anche in questo ambito, la normativa distingue chiaramente le fasi di affidamento, progettazione ed esecuzione, sottolineando le lacune nella gestione autonoma degli appalti.
Nonostante la mancata qualificazione, gli enti locali possono gestire autonomamente alcuni affidamenti entro specifiche soglie. Le amministrazioni non qualificate possono procedere in autonomia per lavori di importo pari o inferiore a 500.000 euro e per servizi e forniture fino a 140.000 euro, nel rispetto delle condizioni normative. Ulteriori possibilità sono offerte tramite gli strumenti telematici delle centrali di committenza. Tuttavia, per importi superiori, gli enti sono obbligati a rivolgersi a una stazione appaltante qualificata.
La Riforma Nazionale e il Ruolo di Apac
Antonio Tita ha illustrato le ragioni della riforma nazionale, volta a ridurre la frammentazione del sistema degli appalti pubblici. Questa riorganizzazione mira a migliorare l'efficienza e la trasparenza nella gestione degli affidamenti pubblici.