A Roma, il 28 ottobre 2026, Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei), ha commentato le elezioni in Israele, invitando a non giudicare l'esito prima della conclusione dello scrutinio del voto per posta. La sua dichiarazione, rilasciata alle 16:26, ha sottolineato la non definitività del dato, rendendo prematura ogni valutazione finale. Ottolenghi ha evidenziato l'importanza di attendere le successive fasi politiche.

Nel suo intervento, la presidente Ucei, da "osservatore esterno", ha focalizzato l'attenzione su tre aspetti cruciali.

Ha evidenziato l'altissima affluenza al voto degli israeliani, la significativa partecipazione della popolazione araba (oltre l'80%) e la correttezza della democrazia israeliana nella libera espressione del voto. L'osservazione è stata rafforzata dal confronto con i Paesi confinanti, dove tale libertà è spesso impedita.

Scrutinio e scenari di governo

Il punto focale dell'appello di Ottolenghi è lo scrutinio del voto per posta, ancora non definitivo, invitando ad attendere un giudizio sull’esito complessivo. La prudenza si estende alla fase politica successiva: Ottolenghi ha affermato che le possibili combinazioni di governo sono "innumerevoli", suggerendo che la valutazione finale dipenderà dal completamento delle procedure aperte.

La dichiarazione ha ribadito il nesso tra partecipazione elettorale e libera espressione del voto, richiamando l’elevata affluenza di tutti gli israeliani, con menzione specifica per la popolazione araba (oltre l’80%). Il riferimento alla democrazia israeliana si concentra sulla regolarità del voto e sulla possibilità di esprimersi liberamente. Il giudizio complessivo sull’esito, pertanto, resta rinviato alla conclusione dello scrutinio e alle successive fasi istituzionali.