La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto a Washington, il 3 novembre 2026, una richiesta avanzata dall’amministrazione Trump. La domanda mirava a imporre alla California l’accantonamento di circa 20.000 schede elettorali per corrispondenza, basandosi sull’ipotesi che tali schede potessero essere state inviate a persone non cittadine americane. Il provvedimento della massima corte è stato emesso senza firma, privo di motivazioni esplicite e senza la registrazione di alcun voto contrario.

La richiesta era giunta alla Corte Suprema lo stesso giorno in cui i legali dell’amministrazione si erano rivolti ai giudici, a seguito del rigetto della medesima tesi da parte di una corte d’appello federale.

L’amministrazione sosteneva che le autorità californiane avrebbero dovuto sequestrare le schede contestate per sottoporle a ulteriori verifiche. La decisione della Corte Suprema ha di fatto escluso l’intervento immediato richiesto sul trattamento di queste schede.

Il Contenzioso sulle Schede per Corrispondenza

Il procedimento legale riguardava specificamente circa 20.000 individui che l’amministrazione aveva indicato come probabilmente non cittadini presenti nelle liste elettorali della California. L’obiettivo della richiesta era quello di separare le schede collegate a questi nominativi, in attesa di controlli approfonditi sulla cittadinanza degli elettori. I funzionari californiani, tuttavia, hanno fortemente contestato l’affidabilità dell’elenco fornito e hanno messo in guardia sul rischio concreto che tale operazione potesse privare del voto elettori legittimi.

La pronuncia della Corte è intervenuta in un momento cruciale, poche ore prima dell’ultimo giorno di voto delle elezioni di midterm. È importante notare che anche diversi tribunali inferiori avevano precedentemente respinto i tentativi del Dipartimento di Giustizia di isolare le schede contestate in attesa della verifica dello status di cittadinanza degli elettori. Tra le motivazioni addotte nei vari gradi di giudizio figuravano il rischio di generare caos elettorale, la presenza di questioni costituzionali complesse e la possibile inaccuratezza dei dati utilizzati per identificare gli elettori in questione.

L'Esito del Percorso Giudiziario

La Corte Suprema non ha fornito dettagli sulle ragioni specifiche del suo rigetto.

Il formato del provvedimento, caratterizzato dall’assenza di firma e di motivazioni esplicite, ha definito l’esito della domanda senza offrire una spiegazione estesa del ragionamento giuridico seguito dai giudici. Nella stessa vicenda, l’amministrazione aveva precedentemente sollecitato un intervento urgente dopo che una corte d’appello federale aveva già respinto la sua tesi.