Ancora disagi per i pendolari residenti a Fiano Romano e dintorni, costretti ad abbandonare il bus Cotral su cui viaggiavano lo scorso 31 ottobre a causa di un guasto alla vettura. Da una parte, il pullman parcheggiato per strada in pieno centro (via Aldo Moro) ha ostacolato il traffico; dall'altra, i passeggeri sono stati meno sfortunati di altre volte perché non sono rimasti a piedi lontano dai centri abitati, come accade quando le vetture si rompono sulla via Tiberina da e verso Roma.

I disagi dei pendolari

L'episodio è solo l'ultimo di una lunga serie di disservizi che tormentano i pendolari alle porte di Roma. Questi ultimi si sentono abbandonati sia dall'azienda Cotral Spa, che non ha fornito informazioni né per telefono né tramite il sito web, sia dalle istituzioni, da cui non è pervenuta alcuna dichiarazione.

D'altro canto, qualcuno sembra ormai essere talmente abituato alle corse soppresse senza preavviso da non voler più perdere tempo a protestare per ritrovarsi con le segnalazioni sistematicamente ignorate.

Le proteste delle associazioni

L'eccezione pare essere l'associazione No Tasse Casa di Fiano Romano, presieduta dal prof. Giuseppe Macario, che dichiara:

Fiano Romano, la cui distanza dalla periferia nord di Roma (Prima Porta) è 25 km, subisce direttamente i disservizi del Cotral, perché non ci sono altri collegamenti con Roma. L'alternativa è prendere l'autostrada dal casello di Roma Nord, con un notevole aggravio di costi, dovuti sia ai rincari del pedaggio che al mantenimento di un'automobile per ciascun pendolare.

I rincari delle tariffe

A tutto ciò si aggiunge la beffa della fine della tariffa integrata Metrebus, annunciata per il 31 dicembre, a seguito degli screzi tra Atac, Cotral e Trenitalia - Ferrovie dello Stato.

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Finora la Regione Lazio, proprietaria di Cotral, non ha posto rimedio alla situazione; se entro i prossimi 60 giorni non si troverà un nuovo accordo, i pendolari di Fiano Romano dovranno stipulare acquistare tre abbonamenti (o biglietti) distinti: uno per l'Atac, uno per il Cotral, e uno per le FS. Il danno più elevato riguarderebbe gli abbonati annuali, che hanno pagato in anticipo centinaia di euro per un titolo di viaggio non rimborsabile.