L'emergenza nomadi riguarda tutta la penisola: l'Italia è stretta dalla morsa degli insediamenti di zingari ed extracomunitari. Quando tali insediamenti sono voluti, sono progettati e gestiti dalle istituzioni. Diversa è, invece, la questione di quelli abusivi, che risultano essere il doppio di quelli regolari. Nella sola regione Lazio, ad esempio, circa il 40 per cento degli insediamenti sono abusivi, tutti per la maggior parte a Roma e nelle sue periferie.

Il fallimento del piano di scolarizzazione rom di Roma capitale

Sembra che la popolazione rom sia composta per oltre il 60 per cento da ragazzi di età inferiore a diciotto anni.

Sono stati, infatti, oltre duemila i bambini interessati dal piano di scolarizzazione rom. Questo piano avrebbe coinvolto la popolazione degli insediamenti nati a Roma negli ultimi anni. I campi dei rom sinti e camminanti sono gestiti e sono in carico a diverse organizzazioni, nonché al Comune di Roma. Secondo la ONLUS "21 Luglio", però, sembra che dal 2009 al 2015 nessuno si sia preso la briga di controllare, monitorare e valutare, con statistiche reali, quelli che sono stati i risultati di questo piano o il lavoro in progressione di questo costoso progetto. Sono stati investiti circa ventisette milioni di euro tra strutture, mezzi, personale docente, materiale per la formazione e tanto altro, per poi scoprire che solo un bambino su cinque ha frequentato regolarmente la scuola. L'analisi fatta dall'associazione "21 Luglio" ha pubblicato dati alquanto sconcertanti: assenteismo totale, ritardi, evasione della scuola dell'obbligo, assenze ripetute, ritardo nell'età scolare rispetto a quella anagrafica, corpo docente inadeguato, problemi di integrazione.

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Sarebbe quindi da chiedersi dove siano finiti tutti i soldi stanziati, anche perché Roma è in continua emergenza e i cittadini sono stremati.

Giorgia Meloni: Togliere potestà genitoriale a rom che sfruttano i minori

Roma ha speso 27 milioni di euro per la scolarizzazione dei rom ma 9 bambini su 10 non sono mai andati a scuola. Bisogna occuparsi di questi bambini come ci si occuperebbe di qualunque altro bambino nelle stesse condizioni cresciuto in una famiglia non rom e non sinti. Si deve togliere la patria potestà ai genitori di questi bambini e si consente a questi bambini di avere una vita che non sia di ignoranza, elemosina o ruberia. Esattamente come noi costringiamo una famiglia italiana non rom a mandare i propri figli a scuola, perché la scolarizzazione è un obbligo, è una delle conquiste della nostra civiltà, lo stesso deve accadere per chi nasce in una famiglia rom. Stesso discorso sul tema dell'accattonaggio: se una famiglia italiana non rom manda i propri figli a mendicare gli viene tolta la patria potestà, se invece vediamo un bambino rom che va a mendicare facciamo finta di niente, perché è la loro cultura. Ma noi la schiavitù l'abbiamo superata diverso tempo fa, fortunatamente bambini schiavi non ce ne sono e nessuno può crescere suo figlio facendogli fare lo schiavo. Se questo accade, bisogna togliere ai genitori la patria potestà.

Aumento degli insediamenti abusivi e microcriminalità

Inoltre, crescono i campi nomadi abusivi e all'interno delle baraccopoli pullulano le attività illecite di microcriminalità; a farne le spese sono i cittadini romani, in particolare quelli che vivono nelle zone adiacenti gli insediamenti, che devono subire degrado, sporcizia, fumi e vessazioni.

A farne le spese sono anche i turisti, perché gli zingari si spostano senza pagare i biglietti sui mezzi pubblici e così i visitatori malcapitati si ritrovano scippati e derubati.  #Salute bambini #Cronaca Roma