A poco più di un mese dalle elezioni per il nuovo sindaco di Roma, ogni quartiere è interessato dal programma politico che annuncia quali sarebbero le mosse qualora un candidato fosse eletto.

Un campo nomadi legale nel quale avvengono reati?

Ai residenti del quartiere Montemario e Torrevecchia, appartenenti al quattordicesimo municipio, preme molto la promessa che viene da più parti di operare finalmente sui campi nomadi. In questo quartiere infatti è ubicato uno dei maggiori campi rom legali di Roma. Su uno dei tanti cartelloni di propaganda alle elezioni capitoline si legge chiara la frase "Liberi di chiudere i campi nomadi". Gli abitanti residenti in uno dei più bei quartieri di Roma, appunto Montemario, però, non credono molto a questa promessa, dato che da anni si battono, se non per la chiusura, almeno per la propria tutela e per quella dell'ambiente.

Ad esempio, dal campo nomadi di Via Cesare Lombroso, una struttura legale nel cuore del polmone verde del Parco Santa Maria della Pietà, si alzano quotidianamente colonne di fumo tossico derivanti dalla combustione illegale di rifiuti e fili di plastica dai quali estrarre il rame.

Esposti inutili contro i fumi tossici, tra l'impotenza delle forze dell'ordine e la disperazione dei residenti

La nuova legge numero 6/2014 sulla combustione illecita dei rifiuti, nata a tutela del territorio campano definito "La terra dei fuochi", definisce reato l'azione di chiunque "appicca il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata. Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni".

È oramai noto e provato che la combustione di rifiuti costituiti in gran parte di plastica e rame, sprigioni diossina.

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Uno degli ultimi esposti presentati direttamente alla Procura di Roma reca la data del 7 agosto 2012, a firma Simona Ruffini.

Nell'esposto si riportano le innumerevoli segnalazioni alle forze dell'ordine e alla caserma dei vigili del fuoco adiacente il campo nomadi in occasione dei roghi tossici. Eppure dopo quasi 4 anni nulla sembra cambiato. 

Meloni: chiusura immediata di tutti i campi nomadi di Roma.

Nella Capitale d'Italia non ci possono più essere zone franche dove lo stato non entra. Le leggi vanno rispettate e le devono rispettare tutti. La mia proposta è quella di chiudere immediatamente i campi nomadi, un’anomalia tutta italiana. Se sei un cittadino nomade e quindi non sei stanziale il comune allestirà delle piazzole di sosta, qui i nomadi potranno fermarsi per un periodo determinato di tempo pagando le utenze ed i servizi. Se invece sei stanziale e quindi non sei nomade dovrai rispettare le leggi come tutti gli altri cittadini italiani. Se sei un cittadino italiano povero ti metterai in fila per avere una casa popolare e i servizi sociali che ti spettano. Se invece sei un cittadino italiano ricco, come spesso i casi di cronaca hanno rilevato, ti comprerai una casa come tutti gli altri.

 

Salvini chiede la chiusura dei campi nomadi, le forze politiche si schierano coi cittadini

Molti gli esponenti politici che si sono apertamente schierati sul tema. Matteo Salvini ha dichiarato senza mezzi termini la necessità di chiudere indistintamente i campi nomadi, "anche con le ruspe".

Inoltre, Alfio Marchini ha dichiarato al quotidiano online Articolo Tre, "non sono razzista, però se ci sono persone che vengono in Italia con il presupposto di delinquere e che mandano i propri figli a delinquere ciò non è sopportabile". Matteo Salvini ha poi rincarato la dose tramite le pagine di Repubblica affermando che "chi vuole governare con la Lega i campi rom li deve chiudere non ampliare o popolare".

A giudicare dall'accoglienza che il leader leghista ha ricevuto a Roma, in occasione della sua visita di fine febbraio proprio sul tema dei campi rom, sembrerebbe proprio che ai romani e in particolare ai residenti del quartiere Montemario Torrevecchia non bastino più slogan e promesse elettorali. #Tutela ambientale #Cronaca Roma #Elezioni Amministrative