Che la gestione dei campi Rom fosse, per qualcuno, un business su cui speculare e guadagnare, era già emerso nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale, nel cui ambito il Procuratore Pignatone ha arrestato Buzzi e Carminati, ricostruendo come funzionavano le cose nella Capitale. Ma ora lo scandalo si allarga, e una nuova inchiesta porta all'arresto di imprenditori del mondo delle cooperative, e funzionari del Campidoglio. Cooperative e dipendenti sono finiti al centro di un'inchiesta che sembra aver fatto emergere un giro di mazzette pagate per ottenere la gestione dei campi Rom della Capitale.

Questa mattina le ordinanze di custodia cautelare

Sono state emesse questa mattina quattro ordinanze che dispongono la custodia cautelare in cella di quattro persone, mentre ad altre due è stato concesso il beneficio dei domiciliari, e l'interdizione dai pubblici uffici.

È l'epilogo di una indagine che ha portato a scovare un giro di mazzette che imprenditori delle cooperative corrispondevano ad alcuni dipendenti comunali del Dipartimento delle politiche sociali, per ottenere in cambio la gestione dei campi Rom.

L'inchiesta non è collegata a Mafia Capitale

L'indagine non è collegata a quella della vicenda di "Mafia Capitale", tuttavia emergono collegamenti con alcune persone che avrebbero fatto parte di quello che Buzzi descrisse come il "mondo di mezzo". Tra questi, una funzionaria pubblica che nel novembre 2015 è stata condannata a quattro anni di reclusione, beneficiando del rito abbreviato, per i suoi rapporti con le coop di Salvatore Buzzi

Tra le persone che il Giudice per le indagini preliminari ha spedito in cella, ci sono due rappresentanti di alcune cooperative, un imprenditore, che ricopre anche l'incarico pubblico di assessore all'Agricoltura al Comune di Artena, ed il presidente del Consorzio "Alberto Bastiani Onlus".

I migliori video del giorno

Agli arresti domiciliari sono finiti un Vigile urbano e una dipendente comunale.

Le accuse di cui dovranno rispondere

Gli arrestati dovranno rispondere di reati che vanno dalla corruzione al falso in atto pubblico, passando per la turbativa d'asta, relativa alla gestione di alcuni campi Rom. Ma non è da escludere che dallo sviluppo delle indagini e dalle dichiarazioni degli arrestati, possano emergere ulteriori fattispecie di reato.