“In Italia dopo l’attentato delle Torri Gemelle non abbiamo mai subito attacchi da parte di Al-Qaeda né da parte dello Stato Islamico. Oltre al grande lavoro della nostra intelligence e delle nostre forze dell’ordine, mi chiedo se non ci sia qualcos’altro sotto, magari un accordo non scritto tra lo Stato e l’Islam”. A parlare è Francesca Musacchio, giornalista professionista, esperta in politica estera che da anni collabora per Il Tempo e altre testate, durante la presentazione del suo primo libro 'La Trattativa Stato-Islam' edito da Armando Curcio Editore.

All’evento oltre ad un nutrito numero di persone, è intervenuto anche il sindaco di Terracina, Nicola Procaccini.

Una donna coraggiosa che racconta i retroscena di un mondo sempre più presente nelle periferie romane e non solo. “Questo libro è una provocazione che vorrei arrivasse ai cittadini e alle istituzioni”, ha spiegato Musacchio che per diversi anni ha, in prima persona, indagato sulle moschee abusive che nascono ogni giorno come funghi nei quartieri di Roma come Torpignattara, Centocelle e Torre Gaia, così come in altre città italiane.

Dei veri e propri garage di pochi metri quadrati adibiti ad ‘associazione culturale’ dove si riuniscono più di 300/400 fedeli ogni volta, ‘in barba’ ai protocolli di sicurezza per loro e per chi vive nei palazzi adiacenti.

Torpignattara, Centocelle e Torre Gaia le zone più colpite

La giornalista ha parlato per lo più di periferie di Roma dove la proporzione dei musulmani è maggiore rispetto a quella degli italiani.

Nel suo libro ha raccontato in particolare di una moschea abusiva in via Alò Giovannoli a Torpignattara dove hanno acquistato 6 box auto spaccando poi i muri che li separavano e dove hanno fatto un centro di ritrovo ancora più grande. "Questo ovviamente senza chiedere i permessi o valutare in che modo la struttura avesse potuto o meno reggere questo tipo di cambiamento edilizio”, ha detto la scrittrice durante la presentazione.

Una realtà diffusa di illegalità secondo Francesca Musacchio, dove i responsabili non sono solo coloro che lo fanno ma anche chi glielo permette. “Perché lo Stato non prende in mano la situazione e vieta sul nascere questo tipo di associazioni e questo tipo di irregolarità? C’è forse qualcosa che noi cittadini non sappiamo?”, ha chiosato.

La denuncia della scrittrice

La denuncia di Francesca Musacchio è avvenuta dopo anni di ricerche e dopo anni di domande. Lei stessa ha detto che non ci sono regole da seguire in questo caso, non c’è nulla che regolamenti la possibilità di aprire queste moschee abusive nei box o meno.

Questo pecche sono chiamate ‘associazioni culturali’ e così lì dentro "ci possono fare quello che vogliono”. Un problema però che non tiene conto della sicurezza dei fedeli che pregano in primis , e di chi vive nei palazzi, in secundis. D’altronde non ci sono, come di norma, dentro ai box auto né uscite di sicurezza né tanto meno bagni. “Possibile che nessuna istituzione pensa a questa cosa?”- ha continuato - “Perché se c'è una trattativa in corso ditecelo. Non dare loro fastidio è il prezzo per evitare che si ribellino?”.

La giornalista Musacchio vuole che questo libro non arrivi solo alle Istituzioni ma anche a tutti i cittadini affinché si rendano conto che il pericolo c’è, esiste, e non c’entra la fede cristiana, piuttosto che quella musulmana.

Nel libro si spiega come in queste periferie crescano giovani di seconda generazione che vivono in una sorta di limbo. La mattina vanno a scuola e il pomeriggio sono costretti ad andare in moschea per avvicinarsi alla religione e per la lingua araba. Le donne, anche se vivono in Italia, appena si sviluppano devono comunque adeguarsi alla loro religione e coprirsi, diventando così ‘diverse’ agli occhi delle altre ragazzine che stanno a scuola con loro. Secondo lei c’è quindi il rischio sempre più forte di radicalizzazione perché non riescono o non vogliono integrarsi con l’Italia.

La strategia del terrore di Al-Qaeda e Stato Islamico

Nel libro ci sono diverse testimonianze anche di personaggi che per anni hanno partecipato ai tavoli del potere del Viminale e che riconoscono ci sia una sorta di ‘non detto’ che è meglio non stuzzicare troppo.

“In questi anni sia l’Isis che Al-Qaeda hanno portato avanti la strategia del terrore. In un qualsiasi momento e in un qualsiasi posto piò verificarsi un attentato. Come è possibile che noi in Italia siamo stati così fortunati? Patti singoli con imam della moschea? Con il capo delle associazioni? Cosa è successo? “. Ovviamente quella della giornalista è stata una domanda provocatoria anche perché lei stessa ha più volte sottolineato di non voler mai che accada nulla e anzi ha riconosciuto il lavoro delle forze dell’ordine che fanno di tutto per proteggere i cittadini.

Ma sembra esserci qualcosa di più e Francesca Musacchio ha lasciato intendere che ci sarà un proseguo in un secondo libro.

Infine Musacchio ha sottolineato come abbia tantissimi amici musulmani che le diano ragione e che non ne ha fatto una questione religiosa, o di simpatia. "Per me la convivenza deve essere civile e regolamentata altrimenti diventa sottomissione da entrambe le parti”, ha concluso.

L'Intervento del sindaco di Terracina, Nicola Procaccini

Al termine dell’intervento della giornalista ha parlato poi il sindaco di Terracina, Nicola Procaccini che ha sostenuto a pieno tutte le parole dell’autrice del libro e dopo essersi complimentato con lei per il lavoro svolto ha voluto dire qualcosa.

Per il sindaco Procaccini non dobbiamo prendere come esempio molti Paesi Europei. Dobbiamo imparare dagli errori degli altri e stare al sicuro. Secondo lui stiamo vivendo lo scontro tra due modelli di vita totalmente diversi e che l’integrazione deve essere regolamentata perché questo atteggiamento di totale libertà porta a crescere generazioni che odiano dove vivono. "Dal nostro canto – ha spiegato- sarebbe una follia storica cancellare le nostre ideologie, la nostra cultura per ospitarne un’altra. L’Italia ha il suo fascino anche per questo e la convivenza è possibile solo se rispettata da entrambe le parti”.

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