Fino a pochi anni fa nessuno si sarebbe mai aspettato che con una stampante si poteva ottenere qualcosa in 3D, un qualcosa di tangibile, non piatto, che dà un senso di profondità e che descrive bene la realtà fatta di x, y e z: le tre coordinate spaziali che governano il sistema fisico di tutti gli oggetti che noi osserviamo con i nostri occhi. Le stampanti xyz, più comunemente conosciute come stampanti 3D, hanno rivoluzionato il mercato della modellazione, andando a sostituire tutti quei costosi macchinari utilizzati per modellare oggetti, soprattutto di tipo industriale.

La tecnologia delle stampanti 3D viene utilizzata però maggiormente in laboratori di ricercabiomedica, poichè coloro che vanno a progettare questi dispositivi in realtà sono proprio gli ingegneri biomedici, i quali si occupano di fornire alla collettività tecnologie, che siano al tempo stesso poco invasive ed efficienti.

Una stampante 3D oggi viene utilizzata ad esempio per ricostruire, attaverso vari calcoli complessi, un feto umano in 3D a seguito di un'ecografia effettuata durante la gravidanza.

Sono procedure molto costose, soprattutto per quelle mamme che vogliono il loro "bebè" con se ancor prima che il nascituro venga alla luce. L'utilizzo delle stampanti 3D però si sta sviluppando soprattutto da un punto di vista farmacologico, perchè oggi l'obiettivo di ricercatori, medici, è quello di creare farmaci personalizzati per ogni paziente.

Lo studio dell'University College di Londra

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'University College di Londra, ha messo in evidenza la possibilità di stampare pillole su misura, poichè la forma della pillola influisce in qualche modo sulla velocità di assorbimento della stessa da parte dell'organismo.

Negli USA il nulla osta all'utilizzo di questa tecnologia è arrivato direttamente dall'Fda, Food & drug administration, il quale si occupa di regolamentare il commercio di prodotti alimentari e farmaceutici, dando perciò il via libera in questo caso alla commercializzazione di farmaci, ottenuti da stampa 3D, da utilizzare come terapia per le convulsioni.

L'azienda che si occupa di produrre questi farmaci è Aprecia e in un comunicato da loro diramato, viene spiegato che la pillola sarà sostanzialmente una pastiglia, che si scioglierà quasi istantaneamente una volta che il paziente l'avrà introdotta per via orale e avrà bevuto un pò d'acqua.

Ciò è utile soprattutto in virtù del fatto che i pazienti che soffrono di disturbi epilettici, trovano difficoltà nella deglutizione.

Il farmaco verrà messo in commercio presumibilmente intorno alla prima metà del 2016, con le stampanti 3D che in un futuro prossimo saranno sempre più presenti nella vita di ogni giorno.

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