I disturbi del comportamento alimentare sono malattie che ormai interessano anche i giovanissimi. Uno studio fatto dall’ Organizzazione Mondiale della sanità stabilisce che anoressia e bulimia sono la seconda causa di morte tra i giovani dopo gli incidenti stradali. I due milioni di bambini in Italia colpiti da tali patologie, secondo uno studio della Società Italiana di Pediatria, e l’allarme già lanciato da una ricerca del Ministero della Salute che conferma la loro comparsa già a otto anni di età, rendono tale problematica sempre più attuale e dilagante.

I sintomi di un disturbo alimentare

Le normali difficoltà che incontrano molti genitori quando i loro piccoli mostrano qualche riluttanza rispetto al cibo, spesso non si risolvono in maniera spontanea ma possono essere dei campanelli d’allarme che indicano la presenza di un disturbo del comportamento alimentare. Per far fronte alle conseguenze gravi legate a tali patologie, l’ospedale Bambino Gesù diventa promotore di un’iniziativa con la quale fornisce un programma informativo e riabilitativo ai bambini e alle famiglie che ne sono colpiti.

“Mio figlio non mangia: cosa fare?” è il titolo di questa iniziativa che è partita il 16 ottobre scorso in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Un rapporto sano con il cibo

L’obbiettivo è quello di promulgare la cultura della corretta alimentazione e di un rapporto sano con il cibo, già in giovane età. Un progetto educativo al quale si aggiunge un programma riabilitativo personalizzato che coinvolge anche le famiglie.

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Corretta Alimentazione

Spesso queste ultime si trovano impreparate di fronte a tali problematiche e a tale proposito L’Unità Operativa di Educazione Alimentare dell’Ospedale mette a loro disposizione un servizio di consulenza e di scambio di esperienze attraverso i social network. Pertanto è stato predisposto un indirizzo mail con il quale le famiglie possono comunicare direttamente con gli specialisti, un gruppo chiuso Facebook e un appuntamento quindicinale grazie ai quali potranno avere la consulenza diretta del nutrizionista.

Una campagnadi sensibilizzazione e d'intervento che potrebbe fornire nuove soluzioni a chi ne è coinvolto,creando anche le condizioni per un intervento tempestivo sulla patologia.

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