Infondata la teoria sostenuta dall’attrice Gwyneth Paltrow, secondo la quale il reggiseno sarebbe la principale causadell’insorgenza di forme di cancro al seno. L’attrice è ora sotto accusa per aver ripreso una vecchia teoria che considerava l'indumento intimo la causa di tale malattia, facendo in tal modo allarmare tutte le donne.

La teoria di Gwyneth Paltrow

Gwyneth Paltrow aveva rilanciato direttamente sul suo blog una teoria che sostiene proprio come l’uso del reggiseno costituisca una delle cause predominanti della formazione dei tumoridella mammella.

Certa che la tesi fosse vera, la celebre attrice premio Oscar ha invitato tutte le donne a liberarsi "dell’inutile costrizione", in modo tale da prevenire la formazione di un possibile cancro al seno. La teoria fin qui spiegata (e, appunto, ripresa dall'attrice americana) sembra appartenere ad un certo dottor Habib Sadeghi, il quale ha spiegato che esiste una correlazione tra il cancro e l’uso del reggiseno. Secondo Sadeghi, infatti, il suo utilizzo causerebbe problemi di drenaggio dei linfonodi. Ma, in realtà, gli effetti deleteri e pericolosi di cui ha parlato si sviluppano soltanto nella zona ascellare. Ciò aiuta a capire come questa tesi non sia proprio corretta.

L’affermazione dello specialista, ovvero quella secondo la quale il reggiseno causerebbe l’insorgenza dei tumori, è stata quindi ripresa dalla Paltrow in questi giorni e pubblicata sul suo blog.

Ed è stata confrontata anche da noti oncologi italiani, come Paolo Veronesi. Secondo quest'ultimo, infatti, la teoria sostenuta dal dottor Sadeghi e dalla Paltrow sarebbe una vera e propria bufala, in virtù del fatto che indossare o meno il reggiseno non influisce minimamente sulla possibilità di ammalarsi di cancro. Quindi, non essendoci tecniche scientifiche certe, Veronesi si è rivolto a tutta la popolazione femminile per sedare eventuali preoccupazioni affermando di “non prendere in considerazione teorie non fondate da vecchie ricerche”.

Ed ha proseguito: “Si tratta di una bufala, non bisogna allarmarsi inutilmente ma, bisogna fare attenzione a tutto quello che il web trasmette”.

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