Il cancro alla prostata è la seconda forma più comune di cancro in tutto il mondo nonchè la quinta ragione di decesso, correlata ai tumori, nel sesso maschile. Questa neoplasia maligna che si origina nella ghiandola dell'apparato genitale maschile può provocare disfunzione erettile, difficoltà alla minzione e dolore, soprattutto negli over 50. Tuttavia, molti uomini, addirittura ben tre su cinque, ne ignorano i sintomi. Questo è ciò che emerge dal rapporto ''International Prostate Cancer Symptoms Survey'', presentato al Congresso europeo sul cancro (Ecc) tenutosi dal 25 al 29 settembre 2015 a Vienna, il quale ha coinvolto oltre 1200 uomini di dieci differenti nazioni (tra cui l'Italia).

L'indagine è partita da un'iniziativa dell'International Prostate Cancer Coalition (IPCC), ed è stata coordinata da Harris Poll, supportato da Bayer Healthcare.

L'inchiesta era diretta agli uomini colpiti da cancro avanzato alla prostata e agli assistenti sanitari. I risultati ottenuti hanno messo in evidenza che quasi la metà dei uomini (47 per cento) ignora i sintomi del tumore della prostata in stadio avanzato, mentre tre su cinque (59 per cento) non si rendono conto che i malesseri di cui soffrono potrebbero essere legati alla patologia. L'indagine ha messo in luce differenti basi culturali poichè più di un uomo su tre (36 per cento) in Europa sostiene di non essere a proprio agio a discutere con i medici di come si sente fisicamente, rispetto a soltanto un uomo su 10 (12 per cento) negli Usa.

Inoltre, gli uomini sottovaluterebbero la malattia in quanto più della metà dei maschi (57 per cento) ritiene che si possa convivere con un malessere quotidiano, come fosse un fattore fisiologico; infine, un maschio su tre (34 per cento) sostiene che discutere dei sintomi, come il dolore, lo faccia sentire più debole; in sintesi, manifestare all'esterno questo dolore provoca vergogna.

Il livello d'avanzamento del cancro alla prostata è uno dei maggiori fattori nel determinare le opportunità di cura e terapie di recupero. Per tale motivo, per gli oncologi sarebbe di fondamentale importanza avere la possibilità di trattare la patologia sin dal primo stadio. A tal proposito, la ricerca pone l'accento sull’esigenza di una maggiore sensibilizzazione al problema, per motivare gli uomini a non nascondersi, bensì a saper riconoscere i sintomi del carcinoma e in particolar modo a discuterne per poter intervenire prima che la situazione degeneri, e quindi effettuare la giusta prevenzione.

I più reticenti nel parlare dei sintomi del carcinoma alla prostata risultano essere gli europei, soprattutto gli italiani: occorre quindi un cambiamento nell'approccio al problema, da affrontare senza tabù collaborando col proprio medico curante.

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