Prende il nome dalla Foresta Zika, una riserva nelle vicinanze di Entebbe, in Uganda. Qui fu isolato per la prima volta alla fine degli anni '40, analizzando il sangue di uno scimpanzé.

Attualmente, i dati statistici, riferiscono che solo una persona su cinque tra i soggetti infettati dal virus Zika, manifesta i sintomi della malattia. Che poi somigliano molto a quelli di una banale influenza, come febbre, accompagnata da una eruzione cutanea, mal di testa e dolori muscolari.

Proprio come nelle influenze di stagione, anche i sintomi di questo virus tendono a svanire dopo pochi giorni.

Il rischio maggiore, come detto, riguarda le donne in Gravidanza per le possibili, ma non dimostrate, conseguenze che il virus avrebbe sul feto, tra cui la microcefalia.

Si tratta di una malformazione che fa nascere i neonati con una testa dalle dimensioni ridotte e può causare un cattivo sviluppo del cervello.

La microcefalia, senza considerare l'aumento eccezionale dei casi registrati in Brasile nel 2015, è una malattia rara con una incidenza di 1 su 6-7mila neonati.

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