Un ambiente di lavoro che consenta di ottenere maggior ingaggio, collaborazione e orientamento al risultato da parte dei dipendenti è il sogno di tutte le imprese. Mentre negli anni Ottanta e Novanta trionfavano gli open space, oggi l’organizzazione degli spazi lavorativi sta mutando, virando verso l’healthy working. Si è scoperto infatti che l’open space favorisce, certamente, la condivisione, ma penalizza la concentrazione e il lavoro, per essere realmente smart e proficuo, necessita di entrambe.

Una spazio di lavoro che "fa bene"

Facciamolargo, dunque, a postazioni di lavoro ben illuminate e con pannelli fonoassorbenti per favorire lo sviluppo del pensiero e la produttività di ogni singolo dipendente e spazio a luoghi conviviali dedicati, dove si tengono riunioni brevi e spesso in piedi, abitudine, quest’ultima, molto in voga nei paesi del Nord.

In altre parole, gli spazi di lavoro non sono più solo smart, ma healthy, ossia più flessibili e salutari: le persone devono essere in grado di scegliere dove, come e quando operare in base alle mansioni da portare a termine e sentirsi bene. Le scrivanie possono anche essere intercambiabili – scema un po’ il concetto di postazione di lavoro fissa - ma tutte devono incoraggiare i lavoratori a muoversi e a cambiare postura, in nome della salute. Alternare con costanza la posizione seduta a quella in piedi è un’attitudine che favorisce la perdita di peso, migliora la circolazione e la forma mentale. Grazie a questa abitudine, si bruceranno ben ventimila calorie in più all’anno, contribuendo a combattere il sovrappeso.

Questi dati vengono forniti dall’Istituto della prevenzione danese (Fonte: Helsedirektoratet Vidensråd for forebyggelse (DK) BBC) e sono diramati dalla società danese LINAK, uno dei maggiori produttori di sistemi di sollevamento per desk e tavoli da lavoro, ma anche per blocchi cucina.

Un concetto di ufficio "ibrido"

Nel terzo millennio si può affermare che lo spazio ufficio non ha più un confine preciso e si trasforma in qualcosa di “ibrido”, frutto di una contaminazione tra sfera lavorativa e sfera privata – sempre più persone lavorano infatti anche da casa e l’home office apre un’ulteriore importante nicchia di mercato, come è emerso da un recente convegno a Milano (OLMeet, Office Layout Meeting organizzato da Soiel International).

L’ufficio ibrido, a metà strada tra produttività e serenità, genera uno spazio fortemente incentrato sulle persone e sul loro benessere. Il che significa meno assenteismo dal lavoro e maggior produttività, pur consentendo ai dipendenti di non perdere il senso di appartenenza all’azienda, fatto che avverrebbe se lavorassero sempre fuori sede o da casa. E se addirittura si volesse schiacciare un pisolino nell’ora di pausa, per ripartire rilassati e concentrati? E’ possibile, grazie al Pillow Table della foto sopra, con cuscino incorporato nel desk per appoggiare la testa. Molto spesso il benessere è associato solo a una corretta nutrizione, escludendo l'importanza del riposo e delle posture corrette.

Invece occorre lavorare più intensamente, ma meglio, e nel 2016 e negli anni a venire, l'healthy working valorizzerà le persone e, ovviamente, il business.

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