I cibi senza glutine non sono affatto salutari, come in tanti sostengono.

È quanto emerge dal 50esimo congresso dei nutrizionisti della Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Espghan) riunitisi a Praga. I 654 prodotti gluten-free, confrontati dai ricercatori con equivalenti contenenti glutine, conterebbero troppi grassi, poche proteine e zuccheri. Il risultato? “Inducono ad una dieta sbilanciata, le confezioni ingannano e i ragazzini celiaci rischiano obesità" – sottolineano gli esperti.

La dieta senza glutine fa male a chi non è celiaco?

L'allarme arriva in Italia in concomitanza con la la terza edizione della Settimana della celiachia – dal 13 al 21 maggio – indetta dall'Associazione Italiana Celiachia Onlus al fine di sensibilizzare e informare l'opinione pubblica in materia di celiachia, patologia che interessa ad oggi 600.000 italiani.

Lo slogan scelto dall'AIC è "Il senza glutine non è una moda, è la terapia per la celiachia", per sottolineare e correggere l'errata convinzione di 6 milioni di italiani che, pur non essendo celiaci, consumano regolarmente cibi privi di glutine ritenendoli più salutari.

Il mercato del gluten-free è in continua crescita e l'AIC ha stimato che solo 215 milioni di euro, a fronte dei 320 annui spesi, derivano dagli alimenti erogati per la terapia dei pazienti Celiaci. "Nessuna ricerca – spiega Giuseppe Di Fabio, presidente AIC – ha ad oggi dimostrato qualsivoglia effetto benefico per i non Celiaci nell'alimentarsi senza glutine, anzi". Inoltre i celiaci “rischiano di essere messi in discussione dal diffondersi della moda del senza glutine tra i non Celiaci, che banalizza la malattia".

I problemi riguardano, però, soprattutto i soggetti celiaci, specie se bambini. Gli scienziati riuniti a Praga, hanno riscontrato, analizzando un campione cospicuo di prodotti gluten-free, che è necessario riformulare le ricette di tali prodotti al fine di renderli più salutari “per assicurare una nutrizione più sana, soprattutto durante l'infanzia”. Prendendo in esame diversi tipi di pane è risultato un livello di grassi e acidi grassi saturi maggiore rispetto agli equivalenti aventi glutine; le paste hanno evidenziato un contenuto di proteine e zuccheri più basso; i biscotti, invece, troppe proteine e troppi lipidi.

Il basso contenuto di proteine nei cibi privi di glutine è dovuto all'assenza di glutine, classificabile esso stesso come proteina, mentre la percentuale elevata di grassi, soprattutto nei biscotti e nelle merende, è la conseguenza della necessità, da parte delle industrie, di utilizzare un quantitativo elevato di grassi al fine di rendere i cibi più appetibili. L'appello degli scienziati al mercato gluten-free è, in sostanza, quello di riformulare le ricette “per assicurare che tali alimenti siano uguali agli altri dal punto di vista nutrizionale. Ciò è particolarmente importante per i bambini perché una dieta così sbilanciata influenza il loro sviluppo e aumenta il rischio di obesità durante l’infanzia".

Cosa fare in attesa di un cambiamento radicale del ricettario dei grandi marchi che dominano il mercato gluten-free?

Andrea Vania, pediatra nutrizionista de La Sapienza, invita a cucinare a casa impiegando materia prime il più possibile salutari e di per sé prive di glutine.

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