Sentenza definitiva dalla Corte d'Appello civile di Milano che riconosce il nesso fra le vaccinazioni eseguite da una bimba quando aveva 6 mesi e l'encefalopatia di cui soffre da allora. Il verdetto riguarda una donna, oggi 42enne abitante nella provincia di Pavia, la quale, dopo le vaccinazioni di routine cui venne sottoposta all'età di 6 mesi, presentò disturbi di motilità e crisi epilettiche che nel tempo andarono peggiorando sino a comportare una serie di problematiche per la quali alla donna viene riconosciuto anche altro tipo di indennità.

Nel 2009 viene riconosciuto il collegamento fra vaccini ed encefalopatia

Nel corso del suo iter legale perché venga riconosciuta la causa della sua grave malattia, 8 anni fa, arriva la svolta e viene confermato il nesso fra la profilassi vaccinale e la patologia che affligge da allora la donna. Così si esprime l'esperto nella sua perizia richiesta dal Tribunale: "Sulla base di letteratura nazionale e internazionale, si rileva che esiste plausibilità biologica tra encefalopatia e vaccino del tipo di quello somministrato, nel senso che l'encefalopatia viene annoverata tra le cosiddette reazioni avverse a quel tipo di vaccino".

Definendo il quadro come l'"ipotesi (...)altamente più probabile" in riferimento alla patologia che ha colpito la bambina e che la porta, 42 anni più tardi, ad avere "crisi anche tutti i giorni".

La caccia alle streghe è giustificata?

Impossibile non tornare con il pensiero ai fatti che in questi ultimissimi mesi in Italia hanno caratterizzato la dinamica legata alle vaccinazioni: dalla radiazione dall'albo dei medici di Treviso contro il Dottor Roberto Gava, provvedimento che fece discutere, all'ulteriore radiazione del Dottor Dario Miedico, epidemiologo e medico legale, al decreto che oggi rende i vaccini obbligatori per tutti i bambini in età scolare.

La radiazione dall'Albo del Dottor Gava

Nello scorso aprile 2017 la scure dell'ordine dei medici si abbatte sul Dottor Gava che viene radiato per essere ritenuto il primo medico anti-vaccinista in Italia. La posizione del Dottor Gava, le cui dichiarazioni sono facilmente reperibili, si riconduceva anche ad un passaggio ben preciso ove lui stesso indica come sia necessario affrontare una corretta decisione sulla questione vaccini passando necessariamente attraverso un iter diagnostico prima del trattamento vaccinale.

Nel suo articolo "Quali test di laboratorio fare prima di vaccinare un bambino" il Dottor Gava elenca con precisione quali siano a suo parere gli esami da effettuare per verificare la compatibilità dell'organismo del bambino con i vaccini somministrati. E' interessante rilevare anche solo da quello scritto citato come non vi sia traccia del tentativo di demonizzare il vaccino.

Gava non è il solo medico che indica la necessità di instaurare la procedura pre-vaccinale

Yehuda Shoenfeld, è un medico israeliano con una straordinaria formazione professionale che studia da oltre trent'anni il sistema immunitario.

Ha condotto i suoi studi in collaborazione con un team di ricercatori, sulla correlazione tra vaccini e malattie autoimmuni rivelando passaggi precisi e non opinabili. Nella relazione rivelano l'identificazione di quattro diverse tipologie di pazienti a rischio di sviluppare malattie autoimmuni per predisposizione.

Questo è il motivo di fondo che induce molti genitori non solo in Italia a voler introdurre test e anamnesi pre-vaccinali. Ma in Italia, che vale la pena ricordare quanto spicchi tra i 15 paesi europei ove non sussiste l'obbligo di vaccinazione, ci regala al momento decreti legge coercitivi, qualche indennizzo qua e là, come se la questione davvero importante legata ai vaccini potesse venir trattata alla stregua di un divieto di qualsivoglia natura.

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