Le galline ovaiole non sono proprio fuggite ma sono state messe a riposo a causa della decontaminazione del Fipronil. In tutta Europa diversi allevamenti sono stati messi in stand by al fine di "ripulirli" dall'antiparassitario tossico, che purtroppo è stato trovato nelle uova qualche mese fa. Il Fipronil è una sostanza reputata a rischio per la salute e solitamente si trova nella formulazione degli antiparassitari più comuni, compresi quelli di utilizzo casalingo per cani e gatti.

In agricoltura è utilizzato per combattere uno dei parassiti più infestanti, l'acaro rosso, ma in questo modo è arrivato a contaminare i mangimi destinati agli allevamenti, dai mangimi è passato alle galline e quindi alle uova.

Ripulire i capannoni non è semplice perché non basta rimuovere i mangimi contaminati: il composto chimico ha una persistenza molto alta ed è difficile rimuoverlo da terreni e superfici. Il problema della contaminazione riguarda anche l'italia, oltre a 57 nazioni, e gli interventi di allerta alimentare in merito sono stati quasi 700.

Solo le galline italiane che "dovranno riposare" sono circa 4 milioni, e questa pausa ha determinato una penuria di uova in vendita nei supermercati. Una carenza che non avrà termine a breve, perché ricostituire un allevamento di galline ovaliole richiede un periodo di tempo di oltre 6 mesi. I maggiori supermercati italiani come Simply, Esselunga, Pam, Lidl e Coop denunciano scarsità di uova e difficoltà di approvvigionamento: alcuni consumatori hanno trovato scaffali semivuoti con poche decine di confezioni.

Fipronil ed influenza aviaria

La penuria di uova è causata anche da un altro problema, l'influenza aviaria, ricomparsa nel milanese qualche giorno fa, che ha decimato il numero delle galline oltre a bloccare l'esportazione di uova italiane all'estero. Sono circa 34 gli allevamenti avicoli chiusi per il virus di aviaria HPAI, anche se sono le strutture dedite all'allevamento di tacchini quelle maggiormente colpite.

L'aviaria impedisce di rifornire in tempo utile i pollai in stand by a causa del Fipronil e questa situazione durerà almeno fino a gennaio, dal momento che sono complicati sia l’approvvigionamento sia il ripristino dei pollai vuoti. Gli allevamenti necessitano di circa 6 mesi di tempo per far ripartire le galline ovaiole con la produzione a ritmo serrato, ed importare dagli altri Paesi, dove il problema non è inferiore al nostro, non è una soluzione ottimale.

Galline allevate a terra

Ultimo problema, pur se determinato da una presa di posizione dei consumatori e dei principali fornitori, è il passaggio dagli allevamenti in gabbia a quelli a terra. È ormai chiaro che la direzione che stanno prendendo i maggiori supermercati è quella orientata verso un trattamento più etico degli animali allevati e in futuro non si venderanno più uova e pollame da allevamenti in gabbia. Ma trasformare un allevamento in un altro richiede tempo, una riduzione del numero degli animali, che occupano uno spazio maggiore, e quindi un calo del numero delle uova prodotte. Come dire uova più sane ma in numero inferiore. E più costose. Si, perché i prezzi stanno salendo, per ora solo del 20% ma si stima possano arrivare anche al 50%.