Secondo i dati Nielsen, un italiano su due si considera in sovrappeso e vorrebbe dimagrire. Non di rado, però, anziché seguire i consigli dei professionisti, ci affidiamo ai santoni dell’alimentazione che più si allontanano dalla Scienza, più fanno proseliti. I metodi propinati? Quasi sempre un fallimento, se non vere e proprie truffe. La ribalta dei santoni? Il sintomo di un nostro nemmeno tanto celato desiderio: dimagrire ma senza sforzi. E se ciò sembrava impossibile, ora è proprio la scienza a dirci il contrario.

La proteina dei ‘magri’

Già da alcuni anni è stato scoperto il ruolo fondamentale di una proteina, la GDF15, nei processi di dimagrimento nei primati e nell’uomo. Nell’ambito degli studi sulla cachessia neoplastica, infatti, è stato osservato come questa proteina sia presente in grosse quantità in quei pazienti malati di cancro e che presentano cachessia, una condizione di deperimento generale e atrofia muscolare dovuta alla mancata assunzione di cibo. Che il GDF15 potesse essere quindi un promettente target anti-obesità si sospettava già da tempo: il vero problema era come prolungare l’emivita di questa proteina, e cioè i suoi tempi di permanenza nell’organismo affinché potesse incidere sul processo di dimagrimento.

La sfida delle aziende farmaceutiche

Somministrare la GDF15 e darle il tempo di agire, evitando la precoce diluizione nel nostro organismo, è stata quindi la sfida delle aziende farmaceutiche che si sono messe a lavoro per creare un vero e proprio farmaco anti-obesità. E questa sfida sarebbe stata finalmente vinta. A dare conto della notizia, un articolo pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Scientific American e i risultati di questo rivoluzionario studio pubblicati su prestigiose riviste specialistiche per addetti ai lavori, come Science Translational Medicine.

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È stata ottenuta infatti una versione di GDF15 modificata fondendo il fattore con un frammento di anticorpo umano, capace di permanere nell'organismo per combattere la fame e di conseguenza i chili in eccesso. Lo studio ha somministrato la proteina del GDF15 modificata prima sui topi e poi su primati obesi.

I risultati della ricerca

'Basta una singola iniezione sottocutanea di questa proteina per ottenere il dimagrimento desiderato in soltanto due settimane'. Questo è ciò che promette il contenuto della ricerca.

E gli studi hanno mostrato come in roditori onnivori e voraci, la somministrazione della GDF15 modificata ha determinato una notevole diminuzione dell'appetito e di conseguenza la perdita di peso. Dopo i topi, è stato il turno dei parenti più prossimi dell’uomo: grazie alla somministrazione della GDF15 modificata, le scimmie rese obese grazie a una dieta ricca di grassi ridiventano progressivamente magre perché riducono spontaneamente la quantità di cibo che assumono.

A questo punto, il prossimo passo della ricerca scientifica sarà provare a capire se questa proteina modificata e iniettabile possa avere degli effetti collaterali sull'uomo; ma da quanto visto finora nella sperimentazione animale, tra i ricercatori sembra regnare l'ottimismo.

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