Al fine di fare fronte all’emergenza sanitaria dovuta alla Covid-19, l'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – il nuovo dpcm di gennaio (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 gennaio scorso), all’articolo 1, comma 10, prevede la proroga della sospensione dei Concorsi Pubblici, ma contempla, insieme alle eccezioni per i concorsi finalizzati all'assunzione di chi è impegnato in prima linea nella lotta al virus, anche un'importante novità, ossia la possibilità che alcune particolari procedure concorsuali ripartano dal prossimo 15 febbraio.

Concorsi pubblici: si può ripartire il 15 febbraio quando è possibile scaglionamento dei candidati

Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri prevede una proroga relativa alla sospensione dei concorsi pubblici sia nei casi in cui siano sia già state completate alcune fasi o parti di esse, sia nei casi in cui si attende ancora la calendarizzazione di prove pre-selettive e scritte. In forza della sospensione dei concorsi che, stando al decreto, durerà fino al 5 marzo, non potranno quindi essere espletate né le prove preselettive né quelle scritte, mentre quelle orali invece potrebbero avere luogo a condizione che le amministrazioni pubbliche interessate provvedano a stabilire modalità di svolgimento a distanza.

L’ultimo dpcm Decreto prevede però un’importante novità: a partire dal 15 febbraio saranno consentite le prove concorsuali in presenza ove le amministrazioni interessate garantiscano la partecipazione di un numero massimo di candidati non superiore a 30 per ogni sessione o sede di prova, previa l’adozione di appositi protocolli anti-contagio.

A tal riguardo, al fine di consentire lo svolgimento delle prove scritte con un numero di partecipanti non superiore a 30, è verosimile ipotizzare che le amministrazioni pubbliche saranno chiamate a individuare più sedi di esame per ciascuna procedura concorsuale, dando così il via anche alla cosiddetta decentralizzazione delle prove prevista dalla riforma dei concorsi pubblici.

Quali i concorsi non sospesi?

Alla luce delle novità del dpcm DPCM del 14 gennaio, alcuni concorsi pubblici potranno avere luogo anche prima della data del 15 febbraio: in continuità con le disposizioni precedenti, ferma l'adozione di modalità di selezione adeguate a proteggersi dal contagio, continueranno a non essere assoggettate al blocco dei concorsi anche le procedure finalizzate all'assunzione di personale impegnato in prima linea nella lotta al Covid-19, come quello del servizio sanitario e delle forze dell’ordine e, in ogni caso, tutti quei concorsi che prevedono modalità di selezione sulla base di titoli o colloquio a distanza (videoconferenza).

Schematizzando, i concorsi che non saranno assoggettati al blocco e che quindi continueranno il loro corso, oppure potranno essere banditi e partire anche prima del 15 febbraio, sono:

  • i concorsi per il personale del servizio sanitario (come espressamente indicato dal dpcm del 14 gennaio all’articolo 1, comma 10);
  • i concorsi nelle forze armate e di polizia e nei vigili del fuoco;
  • i concorsi per il personale della protezione civile;
  • i concorsi che prevedono modalità di selezione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e cioè senza prove in presenza.

Concorsi pubblici, sì nuovi bandi ma niente sospensione dei termini di partecipazione

Confermata inoltre la facoltà, per le amministrazioni pubbliche, di bandire nuovi concorsi, tant'è che gli enti pubblici non hanno mai smesso di pubblicare bandi e avvisi in Gazzetta Ufficiale. A tal riguardo, non è prevista nemmeno la sospensione o proroga dei termini di partecipazione ai concorsi già banditi.

Per questo motivo, la scadenza per presentare la domanda resta quella fissata nei bandi per ciascuna procedura concorsuale, a meno che non siano le stesse amministrazioni interessate, per particolari esigenze, a decidere di effettuare modifiche ai bandi come, ad esempio, posticipare il termine di presentazione della domanda. In questi casi comunque le amministrazioni daranno atto dei cambiamenti in Gazzetta Ufficiale e sui propri siti internet istituzionali.

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