Le statistiche parlano chiaro: gli studenti con DSA (disturbo specifico dell’apprendimento) sono una fetta importante della popolazione studentesca.

Cosa sono i disturbi specifici di apprendimento

I disturbi specifici dell’apprendimento sono caratterizzati dalla persistente difficoltà di apprendimento delle abilità scolastiche, quali possono riguardare la letto-scrittura, l’utilizzo e la comprensione del concetto di numero, o la capacità generale del ragionamento matematico. In base all’area colpita dal disturbo si distinguono la dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia.

I dati forniti dal Miur

L’Ufficio Statistica e Studi del Miur ha diffuso dei dati allarmanti, ma per comprenderli è necessario capire come sono stati raccolti: i dati sono partiti per ciclo di studi (quindi scuola primaria e secondaria di primo o di secondo grado), per regione, e viene dato sia un conteggio separato di dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia, sia uno unificato di tutti i DSA.

Il rilascio dei certificati che attestano la presenza di un DSA però avviene dopo il secondo anno di scuola primaria, dunque sarebbe opportuno considerare nella statistica solo i 3/5 della popolazione della scuola primaria.

Nell’anno scolastico 2016/2017 si stima che siano stati 254.614 gli studenti affetti da questa patologia: circa il 2,9% della popolazione studentesca. Il ciclo di studi più colpito è quello della scuola secondaria di primo grado, che annovera il 5,40% dei ragazzi malati, si scende poi al 4,03% nella scuola secondaria di secondo grado e all’1,95% nel ciclo di studi primario.

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Curiosità

I dati sembrano rassicuranti per quanto riguarda gli studenti più piccoli, ma non si deve dimenticare che, sebbene sia stata considerata in toto la popolazione, solo dal terzo anno di scuola si ha il rilascio del certificato di DSA.

I dati più recenti attestano che la patologia più diffusa è la dislessia, che corrisponde al 42,5% dei casi registrati, seguono poi la disortografia (20,8%), la discalculia (19,3%) e la disgrafia (17,4%).

Se si confrontano le statistiche ottenute nel corso del tempo, si può osservare un trend che vede aumentare progressivamente il numero di bambini affetti: dall’anno scolastico 2010/2011 al 2016/2017 vi è stata una crescita costante del numero di certificazioni. È un segno negativo? No, lo spiega il Miur: piuttosto che di un aumento dei casi patologici, questi dati sono indicatori di una sempre maggiore sensibilità al problema, e di una sempre maggiore puntualità e preparazione degli insegnanti, che vengono formati al fine di riconoscere queste patologie e di intervenire in maniera tempestiva.

Il monitoraggio dello sviluppo dei DSA e la formazione sempre più efficiente degli insegnanti può portare a un decremento di questi disturbi? Stefano Vicari, a capo dell’Unità operativa complessa di neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma , ci fa sapere che la terapia in questi casi è inutile: l’unico mezzo efficace è l’utilizzo di strumenti compensativi, quali possono essere calcolatrici per i discalculici, audiolibri per i dislessici, dunque di mezzi forniti dalla tecnologia che sopperiscano ai deficit dei bambini.

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