Un nuovo test genetico, che si basa sull’analisi della saliva dei pazienti, potrà prevedere ed individuare gli uomini maggiormente a rischio di tumore alla prostata. Nello specifico, il nuovo test, posto a sperimentazione da ricercatori londinesi, si basa sul DNA del paziente e, secondo il programma dello studio, potrebbe essere pronto per il suo lancio definitivo entro due anni. Il test aiuterà sensibilmente i medici a identificare precocemente i soggetti esposti ad un maggior rischio di sviluppare il problema. Oltre a ciò, il suo costo, a quanto pare, sarà estremamente contenuto.

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Test per l’individuazione precoce del tumore alla prostata

Lo studio sul nuovo test genetico è stato condotto dai ricercatori dell’Institute of Cancer Research di Londra. La ricerca si è basata sull’attenta osservazione di 140 mila uomini di diversa provenienza geografica, grazie alla quale sono state individuate più di 60 nuove variazioni del loro Dna, potenziali responsabili in caso di insorgenza futura della malattia nel paziente. I ricercatori, per poter arrivare alla preparazione del test, hanno combinato le nuove variazioni scoperte con le precedenti già in passato messe in relazione con questo tipo di tumore.

Tumore alla prostata: il nuovo test sulla saliva per la diagnosi precoce
Tumore alla prostata: il nuovo test sulla saliva per la diagnosi precoce

I geni ritenuti ad alto rischio, che risulteranno presenti nel DNA prelevato attraverso la saliva del paziente, lo inquadreranno ad un rischio estremamente elevato di poter sviluppare la malattia sei volte in più rispetto alla media della popolazione.

I vantaggi del nuovo test per il paziente

Lo studio, da parte dei ricercatori, di un nuovo test diagnostico per la diagnosi del tumore alla prostata, si è reso necessario in relazione al fatto che, nel panorama diagnostico attuale, non esiste un unico esame o screening affidabile, ma ci si affida al PSA (Prostatic Specific Antigen) che si basa sul prelievo del sangue.

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Purtroppo, questo tipo di esame, statisticamente, può anche restituire dei falsi positivi o, addirittura, non riuscire a diagnosticare casi anche molto aggressivi, che potrebbero essere individuati solo attraverso le successive biopsie. Con il nuovo test, solo i pazienti che risulteranno maggiormente esposti al rischio tumore dovranno sottoporsi ad esami più approfonditi e ad eventuale biopsie. In questo modo, i soggetti non particolarmente esposti alla malattia tumorale potranno evitare ulteriori indagini, proprio grazie ai risultati preliminari del test sulla saliva.

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