Torino, 31 agosto 2026 – L'Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale nella ricerca clinica. Il prestigioso New England Journal of Medicine ha pubblicato il trial Tavi Pci, uno studio internazionale coordinato da Zurigo sulla gestione dei pazienti con stenosi aortica severa e malattia coronarica. Tra gli autori figura il dottor Giuseppe Musumeci, direttore della Cardiologia del Mauriziano di Torino.

La pubblicazione è stata annunciata a Monaco di Baviera durante l'Esc Congress 2026, congresso della European Society of Cardiology in corso dal 28 al 31 agosto.

Il dottor Musumeci è l'unico componente italiano dello Steering Committee, il comitato direttivo che ha progettato il trial, e ha coordinato i cinque centri italiani coinvolti nella ricerca. Tra i centri nazionali partecipanti, il Mauriziano si è distinto per aver arruolato il maggior numero di pazienti.

TAVI e Angioplastica: le strategie a confronto

La TAVI (impianto transcatetere della valvola aortica) è una procedura che interessa molti pazienti con stenosi aortica severa. Circa la metà di questi presenta anche una malattia delle arterie coronarie. Per questo, il trial ha affrontato la sequenza delle procedure, confrontando l'angioplastica coronarica prima della TAVI con la strategia opposta, cioè l'impianto della valvola prima dell'angioplastica quando questa risulta necessaria.

La pratica più diffusa in precedenza prevedeva l'angioplastica prima della TAVI.

Lo studio ha coinvolto 986 pazienti arruolati in 48 centri europei tra il 2020 e il 2025. Il risultato del trial è che procedere prima con la TAVI e poi con l'angioplastica, se necessaria, non è inferiore alla sequenza tradizionale rispetto ai principali eventi clinici a un anno. Questa evidenza offre nuove prospettive nella gestione clinica dei pazienti.

Il ruolo del Mauriziano nella ricerca internazionale

Il Mauriziano ha partecipato attivamente allo studio attraverso la Cardiologia diretta dal dottor Musumeci. Il cardiologo ha definito la partecipazione allo Steering Committee un "riconoscimento importante" per il percorso di ricerca dell'ospedale e per la cardiologia italiana.

La direttrice generale dell'Azienda ospedaliera, Franca Dall’Occo, ha parlato della pubblicazione sul New England Journal of Medicine come di un "massimo livello di riconoscimento scientifico internazionale", sottolineando il valore scientifico e clinico del risultato raggiunto.