Il Centro di Medicina della Riproduzione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano ha ripreso pienamente le sue attività il 31 agosto 2026, con la riapertura del laboratorio di Embriologia. Questa riattivazione segue la sospensione temporanea disposta dopo l'episodio del 23 luglio 2026, quando un embrione era stato impiantato per errore alla paziente sbagliata. La riapertura del laboratorio completa la piena operatività del Centro, le cui altre attività erano già ripartite il 24 agosto 2026, dopo la pausa estiva.
La notizia, diffusa da Milano il 31 agosto 2026, conferma che l’attività ambulatoriale era ripartita il 24 agosto, mentre il laboratorio di Embriologia è tornato pienamente operativo in questa data.
Questa riattivazione è fondamentale per la progressiva ripresa dei percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA) offerti dal San Raffaele.
L'episodio che ha causato la sospensione
La sospensione temporanea del laboratorio di Embriologia era stata decisa in seguito all'episodio del 23 luglio 2026. Il caso ha riguardato l'impianto di un embrione a una donna diversa dalla paziente destinataria, un errore di identificazione. L'ospedale ha assicurato che le coppie coinvolte sono state informate dell'accaduto e supportate dalla struttura.
La ripresa delle attività è giunta al termine di un periodo di verifiche sulle procedure del Centro. Le attività ambulatoriali non erano state interessate dal provvedimento di sospensione del laboratorio, avendo osservato la programmata pausa estiva.
La parte laboratoristica, invece, è rimasta ferma fino al 31 agosto 2026, data indicata per il ritorno a pieno regime delle attività.
Le verifiche su identificazione e tracciabilità
Nelle settimane successive all'episodio, il San Raffaele ha lavorato in costante interlocuzione con gli organi competenti, tra cui Ats della Città Metropolitana di Milano e Centro Nazionale Trapianti. Questo percorso ha portato all'attuazione di azioni correttive e preventive previste dal piano di miglioramento. Le misure hanno riguardato in particolare l’identificazione delle pazienti e dei materiali biologici, la tracciabilità dei diversi passaggi e l’organizzazione delle attività.