Un innovativo programma di telemedicina, attivo dal 2023 presso l’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, ha dimostrato di ridurre in modo significativo i ricoveri e la mortalità tra gli anziani over 80. I risultati di questo studio, condotto dalla Geriatria dell’ospedale e pubblicato sul prestigioso Journal of the American Medical Directors Association (Jamda), certificano i notevoli benefici di questo approccio per i pazienti anziani più fragili.

L’indagine ha coinvolto 120 pazienti con un’età media di 89 anni, tutti dimessi dopo un ricovero per scompenso cardiaco.

Sotto la guida del primario Andrea Rossi, i partecipanti sono stati divisi in due gruppi: 60 sono stati seguiti attraverso il percorso di telemedicina e 60 con il tradizionale approccio ambulatoriale. I dati raccolti hanno evidenziato una drastica diminuzione del 78% del rischio di riospedalizzazione a 12 mesi per il gruppo assistito a distanza. Ancora più rilevante, si è registrata una riduzione della mortalità del 64% a un anno e del 77% a due anni. Il modello adottato a Treviso non si limita alla tecnologia, ma integra controlli a distanza, contatti telefonici, video consulti medici, ottimizzazione delle terapie farmacologiche ed educazione del paziente, configurandosi come un percorso multidisciplinare integrato.

Un modello riconosciuto a livello nazionale

La validità di questo percorso strutturato e multidisciplinare è stata riconosciuta anche in ambito nazionale. Nell’ottobre precedente, lo studio ha ricevuto il premio per la migliore comunicazione orale al Congresso Nazionale dell’Accademia di Geriatria di Genova. Andrea Rossi ha sottolineato l’importanza di questi risultati: “Il dato più significativo è che questo modello dimostra come la telemedicina possa diventare uno strumento concreto di continuità assistenziale anche per i pazienti molto anziani e fragili. Non si tratta solo di utilizzare la tecnologia, ma di costruire un vero e proprio percorso strutturato e multidisciplinare di presa in carico dopo la dimissione”.

Progetti nazionali per la cura domiciliare degli anziani

L’esperienza di Treviso si inserisce in un più ampio contesto di iniziative nazionali volte a potenziare la cura domiciliare per gli anziani over 80, con il supporto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). A tal fine, sono stati selezionati 58 progetti pilota su tutto il territorio italiano, gestiti da Agenas, con l’obiettivo di implementare nuove modalità di presa in carico domiciliare per circa 60.000 grandi anziani affetti da almeno una patologia cronica. Questi progetti, finanziati con un totale di 150 milioni di euro, mirano a migliorare l’aderenza terapeutica, prevenire il declino cognitivo e motorio e contrastare l’isolamento sociale, sfruttando appieno gli strumenti digitali e la telemedicina.

Ogni iniziativa riceverà risorse proporzionali al numero di anziani seguiti, con un costo standard pro-capite di 2.458 euro per la durata sperimentale di 18 mesi.

La partecipazione a questi bandi era aperta sia a enti pubblici nazionali o locali (incluse le Università) sia a strutture private e private accreditate. Le Regioni, in collaborazione con Agenas, avranno il compito di programmare l’implementazione di tali progetti, integrando le nuove pratiche nell’ambito del più generale potenziamento dell’assistenza territoriale, attraverso le Case e gli Ospedali di Comunità. Le Aziende Sanitarie Locali (ASL) saranno responsabili del coordinamento operativo, del raccordo con i servizi sanitari e sociosanitari esistenti, della verifica delle attività svolte e della condivisione delle modalità di selezione dei grandi anziani beneficiari dei servizi.