Un delicato intervento chirurgico ha permesso di salvare una bambina di 20 mesi, residente in Alto Adige, che aveva inalato una nocciola. Il frutto era rimasto bloccato nei suoi bronchi per circa due settimane, causando persistenti problemi respiratori. L'operazione è stata eseguita con successo presso l'ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove la piccola è giunta il 21 agosto 2026.

L'episodio si era verificato mentre la bambina si trovava in Albania. Preoccupati per i sibili respiratori continui, i genitori hanno deciso di rientrare in Italia per rivolgersi alle cure specialistiche del presidio trevigiano.

Il complesso intervento al Ca’ Foncello

L'operazione, durata oltre un'ora e mezza, è stata condotta dal dottor Massimo Sonego e dalla sua équipe specializzata. La complessità dell'intervento era dovuta al fatto che la nocciola si era frammentata in ben sei parti. L'infiammazione aveva inoltre provocato un restringimento del bronco, rendendo l'estrazione dei frammenti particolarmente ardua. Durante la procedura, su una bambina di circa dieci chili, il broncoscopio rigido ha offerto al chirurgo un lume operativo di soli 3,5 millimetri, uno spazio estremamente ridotto attraverso cui operare mentre l'anestesista garantiva la ventilazione.

Tutti i frammenti della nocciola sono stati rimossi con successo.

Dopo l'intervento, la bambina è stata trasferita prima in terapia intensiva e successivamente in reparto. Il percorso ospedaliero si è concluso positivamente con la dimissione dopo soli tre giorni di ricovero.

Prevenzione e pericoli della frutta secca nei bambini

Il dottor Sonego ha voluto richiamare l'attenzione sulle modalità di somministrazione degli alimenti ai più piccoli, sottolineando i rischi legati alla frutta secca. Ha infatti evidenziato che "la frutta secca non dovrebbe essere proposta ai più piccoli intera o in frammenti". Il medico ha specificato che, qualora si desideri inserirla nell'alimentazione dei bambini, deve essere offerta esclusivamente sotto forma di crema alimentare molto morbida e sempre seguendo le precise indicazioni del pediatra.

Ha inoltre ribadito l'importanza della prevenzione, invitando a non lasciare a disposizione dei bambini piccoli oggetti o alimenti che possano essere inalati o ingeriti accidentalmente.

Il rischio di soffocamento è particolarmente elevato nei bambini fino a cinque anni, età in cui la dentizione non è ancora completa. Questo significa che alimenti come arachidi, noci, mandorle e castagne possono non essere sminuzzati in modo sufficiente, aumentando la probabilità che finiscano nelle vie respiratorie. Attività comuni come parlare, ridere, giocare o muoversi mentre si ha del cibo in bocca incrementano ulteriormente il pericolo che parti di alimento vengano inalate anziché deglutite. Il problema si manifesta anche con l'ostruzione dei bronchi qualora i residui alimentari non vengano espulsi.

Durante il periodo dell’Avvento e di Natale, l