A Bari prende il via la seconda fase del progetto “Vacciniamo il Futuro”, un’iniziativa cruciale di sanità pubblica che, a partire dal 26 settembre, offrirà vaccinazioni gratuite e ad accesso diretto in diversi quartieri cittadini. Questa nuova tappa del programma è specificamente pensata per la popolazione adulta e anziana, con l’obiettivo primario di superare le barriere logistiche e burocratiche che troppo spesso rappresentano un ostacolo significativo all’adesione alle campagne vaccinali e, più in generale, alla fruizione dei servizi di prevenzione.

Il progetto, che si svilupperà attraverso sette appuntamenti strategici distribuiti sul territorio e si protrarrà fino al 18 dicembre, è il risultato di una sinergia tra importanti realtà locali e nazionali. Tra i promotori e i collaboratori figurano il Comune di Bari, l’Asl Bari, il Gruppo Donne Medico OMCeO Bari Agapanto, l’organizzazione Medici con l’Africa Cuamm e l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari. Questa ampia collaborazione sottolinea l’impegno congiunto nel promuovere una medicina territoriale efficace, capace di avvicinare concretamente i servizi sanitari ai luoghi di vita quotidiana dei cittadini, rendendoli più accessibili e rispondenti alle reali necessità della comunità.

Il servizio offerto va oltre la semplice somministrazione delle vaccinazioni previste per l’adulto. Ogni appuntamento prevede, infatti, un’approfondita informazione sanitaria, volta a chiarire dubbi e fornire dati basati su evidenze scientifiche, e una consulenza medica personalizzata. Quest’ultima è fondamentale per valutare le specifiche condizioni di salute di ciascun individuo e per indicare, quando appropriato, la somministrazione dei vaccini. Questo approccio integrato è stato concepito per garantire che le decisioni in materia di salute siano pienamente consapevoli, informate e aderenti alle migliori pratiche mediche.

Il valore di questa iniziativa è stato ampiamente riconosciuto dalle autorità locali.

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha enfaticamente dichiarato che la medicina territoriale costituisce “una componente fondamentale del Servizio sanitario nazionale e regionale”, evidenziando come l’avvicinamento dei servizi sia essenziale per il benessere collettivo. Maria Zamparella, ideatrice del progetto e consigliera comunale incaricata per le politiche di prossimità sociosanitaria, ha puntato i riflettori sulla disconnessione tra intenzione e azione vaccinale, spiegando che “esiste un significativo gap tra intenzione e azione, causato spesso da ostacoli burocratici e logistici” che il progetto si prefigge di eliminare. A rafforzare questo messaggio, il direttore generale dell’Asl Bari, Luigi Fruscio, ha rimarcato l’importanza di rendere la prevenzione non solo scientificamente fondata ma anche facilmente accessibile, un concetto ripreso anche da Giuseppe Cascella nel contesto della sanità di prossimità.

Il calendario degli appuntamenti per la prevenzione

La campagna “Vacciniamo il Futuro” è stata strutturata con un calendario di sette appuntamenti mirati, pensati per raggiungere i cittadini direttamente nei loro quartieri, in piazze, mercati e altri luoghi di aggregazione. Questa strategia facilita l’accesso diretto ai servizi di prevenzione.

Il primo appuntamento è in programma sabato 26 settembre, dalle ore 10 alle 14, in viale della Repubblica n. 156. Le tappe successive sono le seguenti:

  • Venerdì 16 ottobre, dalle ore 14 alle 18, in piazza Capitaneo a Palese.
  • Sabato 17 ottobre, dalle ore 10 alle 14, in piazza Umberto n. 33.
  • Sabato 24 ottobre, dalle ore 10 alle 14, in piazza dei Mille n. 86 a Santo Spirito.
  • Sabato 7 novembre, dalle ore 10 alle 14, in viale Marche, presso il mercato coperto di San Paolo.
  • Sabato 14 novembre, dalle ore 10 alle 14, in piazzetta Mar del Plata a Torre a Mare.
  • Venerdì 18 dicembre, dalle ore 10 alle 14, in piazza Santa Maria del Campo a Ceglie.

Tutti gli incontri manterranno la caratteristica dell’accesso diretto e non richiederanno alcuna prenotazione, garantendo così la massima flessibilità e la possibilità per un numero maggiore di persone di usufruire del servizio di prevenzione vaccinale.