A Palermo, il 5 settembre 2026, l’Associazione scientifica nazionale degli assistenti sanitari (Asnas) ha preso posizione sulle misure adottate in Sicilia dopo la morte di una bambina di quattro anni per difterite e il calo vaccinale. Asnas ha sottolineato che le sanzioni da sole non bastano per la prevenzione, che si costruisce con la fiducia e un lavoro capillare sul territorio. L’associazione ha ribadito il ruolo cruciale degli assistenti sanitari, indicando come indispensabili la presenza nei quartieri, il counselling, la chiamata attiva e l’ascolto delle famiglie, proponendo un investimento stabile su tale personale.
Bambini non vaccinati: la situazione in Sicilia
Nel quadro delineato dall’associazione, circa il 15% dei bambini in Sicilia non risulta vaccinato, esponendosi alla forma grave della difterite. Questo dato evidenzia l’urgenza di trasformare le informazioni in contatti diretti e percorsi di recupero vaccinale. Luigi Vitale, presidente di Asnas Sicilia, ha sottolineato l’importanza di raggiungere le famiglie per il recupero della copertura vaccinale.
Asnas ha accolto con favore la riapertura del centro vaccinale dello Zen di Palermo, chiuso dal 2019. Elena Nichetti, presidente di Asnas, ha commentato: “È la conferma di quanto i servizi vicini alle persone facciano la differenza”. L’associazione ha collegato questo sviluppo alla necessità di adottare strategie vaccinali flessibili e adattate alle esigenze dei territori, evitando approcci uniformi.
Il caso di Palermo e le nuove misure regionali
Il contesto riguarda la bambina di quattro anni di Palermo, non vaccinata, deceduta per difterite il 20 agosto. L’autopsia ha confermato una diffusa infezione. La Procura ha aperto un’inchiesta, con genitori e otto medici indagati per omicidio colposo. La task force regionale ha precisato che i due casi di difterite a Palermo, nello stesso nucleo familiare, non costituiscono un cluster epidemico.
L’assessore Marcello Caruso ha definito la situazione un “campanello d’allarme” e ha delineato misure per rafforzare le coperture vaccinali: recupero vaccinale per bambini 0-6 anni, accesso all’Anagrafe unica vaccinale regionale per i pronto soccorso, monitoraggio coperture, interventi mirati nei territori più critici, punti vaccinali nelle scuole, iniziative nei punti nascita, potenziamento diagnostico e una nuova campagna regionale di comunicazione vaccinale.