A Milano, il 21 settembre 2026, è stato firmato il secondo atto integrativo dell’Accordo di Programma, che stanzia ulteriori 300 milioni di euro per la Città della Salute di Sesto San Giovanni. Il polo ospedaliero, in costruzione sulle aree ex Falck, raggiunge così uno stanziamento complessivo di 722,6 milioni di euro. La struttura ospiterà l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Istituto Neurologico Carlo Besta.
Il documento è stato siglato nel cantiere, durante un sopralluogo che ha coinvolto il presidente lombardo Attilio Fontana e gli altri firmatari.
L’opera, la cui conclusione e consegna sono attese entro meno di tre anni, prevede anche un nuovo presidio ospedaliero con funzioni sanitarie generali, da realizzare in sinergia con le Fondazioni Irccs, Asst Milano Nord e il Comune di Sesto San Giovanni.
Il finanziamento e il cantiere nelle aree ex Falck
Il nuovo atto integrativo aggiunge 300 milioni di euro al quadro economico della Città della Salute e della Ricerca. Il complesso, nelle aree ex Falck di Sesto San Giovanni, è un intervento sanitario pubblico che ospiterà l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Istituto Neurologico Carlo Besta, istituti di rilievo per cura e ricerca. Il progetto prevede 660 posti letto su 20 ettari, con 10 ettari di strutture coperte.
Fontana ha collegato l’intervento alla trasformazione dell’area e alla funzione sanitaria e scientifica del nuovo polo. Nel cantiere, ha definito l’opera un progetto di rigenerazione urbana, con la finalità di unire attività assistenziali, ricerca, formazione e innovazione. Ha dichiarato: “Qui prende forma una vera città del futuro, concepita per unire cura, ricerca, formazione e innovazione”.
Gli istituti coinvolti e l’organizzazione del nuovo polo
Il trasferimento previsto riguarda l’Istituto Nazionale dei Tumori e il Neurologico Besta, che avranno una sede comune nel nuovo complesso. La compresenza degli istituti si affianca a un ospedale generalista e alla connessione con la rete ospedaliera lombarda. Fontana ha indicato questa integrazione come strategica per il futuro del sistema sanitario regionale.