La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha sollecitato il Governo a stanziare almeno 6 miliardi di euro aggiuntivi all’anno per la sanità pubblica nella prossima legge di bilancio. La richiesta, avanzata insieme agli altri governatori il 30 settembre 2026, si inserisce nel dibattito sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale in vista della manovra finanziaria.

La posizione delle Regioni è motivata dalla necessità di garantire i Livelli essenziali di assistenza (LEA), sostenere il personale sanitario, ridurre stabilmente le liste d’attesa e assicurare cure di qualità.

Proietti ha sottolineato come l’attuale dotazione del Fondo sanitario nazionale, stimata in 143 miliardi di euro, non sia più sufficiente a coprire i costi crescenti del sistema.

Le ragioni dell'aumento dei costi sanitari

L’incremento delle spese, ha evidenziato la presidente umbra, è dovuto a fattori quali inflazione, rincari energetici, introduzione di farmaci innovativi e invecchiamento della popolazione. Questi elementi rendono indispensabile un incremento strutturale delle risorse destinate alla sanità pubblica, quantificato in un finanziamento aggiuntivo annuale di almeno 6 miliardi di euro.

Il punto focale per le Regioni rimane la copertura del fabbisogno sanitario. La richiesta al Governo mira a ottenere risorse aggiuntive e continuative per sostenere le prestazioni comprese nei Livelli essenziali di assistenza, valorizzare il lavoro del personale sanitario e ottimizzare la gestione delle liste d’attesa.

Il Fondo sanitario nazionale è considerato il riferimento finanziario principale per l’erogazione dei servizi sanitari regionali.

Il fronte comune delle Regioni

Nel confronto tra le amministrazioni regionali, si inserisce anche la posizione del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, il quale ha ribadito la richiesta di un aumento del Fondo sanitario nazionale di 6 miliardi di euro all’anno, ma per i prossimi tre anni. Decaro ha anch'egli collegato l’aumento dei costi ai rinnovi contrattuali del comparto sanità e all’introduzione di farmaci innovativi.