La Regione Lazio ha prontamente emanato un'ordinanza per contrastare la diffusione della peste suina africana, a seguito della conferma di quattro casi nel comune di Riano, situato nell'area della ASL Roma 4. Il primo riscontro del virus, che colpisce esclusivamente maiali e cinghiali senza trasmettersi all'uomo, risale al 27 agosto 2026. Questo provvedimento regionale mira a rafforzare le strategie di sorveglianza e contenimento nella zona interessata, con azioni mirate sia agli allevamenti suinicoli che alla fauna selvatica, oltre a regolamentare le attività nelle aree agricole e naturali.

L'ordinanza, che estende il suo raggio d'azione a 22 comuni della Città metropolitana di Roma e alle zone limitrofe, introduce un sistema di controlli rafforzati. Tra le misure previste vi sono possibili limitazioni alla movimentazione di animali e prodotti correlati, l'implementazione di rigorose procedure di biosicurezza e, in situazioni specifiche, l'applicazione di abbattimenti preventivi all'interno degli allevamenti suinicoli per prevenire ulteriori contagi. È fondamentale sottolineare che la peste suina africana non rappresenta un rischio per la salute umana, ma può avere un impatto devastante sugli allevamenti e sull'economia locale.

Misure di contenimento e prevenzione nell'area interessata

Il dispositivo regionale stabilisce una maggiore attenzione alla ricerca e alla tempestiva segnalazione di cinghiali morti o moribondi, invitando la cittadinanza alla massima collaborazione. Le disposizioni includono anche divieti e limitazioni stringenti sul contatto diretto con animali selvatici, sulla caccia al cinghiale – ad eccezione degli interventi autorizzati e disciplinati da specifiche procedure di contenimento del rischio sanitario – e sullo svolgimento di eventi pubblici o privati in aree agricole e naturali considerate a rischio.

Per gli allevamenti suinicoli, l'ordinanza impone un significativo rafforzamento delle misure di biosicurezza, essenziali per prevenire l'ingresso del virus e gestire efficacemente le situazioni di potenziale rischio.

Queste misure possono comprendere rigorose verifiche sanitarie, ulteriori limitazioni agli spostamenti degli animali e interventi mirati sugli esemplari quando strettamente necessario per il controllo dell'epidemia. Viene inoltre ribadita l'importanza di segnalare immediatamente gli animali selvatici trovati morti o in evidente stato di difficoltà, evitando qualsiasi contatto diretto che possa favorire la diffusione del virus.

Il contesto europeo e le decisioni urgenti

A conferma della gravità della situazione, la Commissione europea ha adottato il primo settembre 2026 una decisione di esecuzione che stabilisce misure di emergenza provvisorie contro la peste suina africana in Italia. Il provvedimento europeo fa seguito alla comunicazione da parte dell'Italia, avvenuta il 27 agosto 2026, della conferma di un focolaio in suini selvatici nel comune di Riano. Questa area era precedentemente considerata indenne dalla malattia, rendendo l'intervento ancora più urgente e necessario per limitare la propagazione del virus a livello nazionale ed europeo.