SASSARI, 21 settembre 2026 — Un nuovo focolaio di lingua blu è stato registrato a Bulzi, nella provincia di Sassari. Questo caso si aggiunge a quelli già accertati ai primi di settembre a Mores e Perfugas, sempre nel Sassarese. La notizia emerge dal bollettino epidemiologico nazionale veterinario, che monitora la febbre catarrale degli ovini, nota anche come blue tongue.

La conferma del focolaio di Bulzi è arrivata venerdì 18 settembre, a seguito delle analisi condotte dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, centro di riferimento nazionale.

Il caso riguarda un allevamento ovino. Al momento, il sierotipo del virus che ha colpito l’allevamento di Bulzi non è ancora noto, un dato cruciale.

Nuovi casi nel Sassarese: il quadro aggiornato

L'inclusione di Bulzi evidenzia una persistente attività virale nel nord della Sardegna. Questo focolaio si inserisce nello stesso ambito territoriale provinciale dei casi precedenti di Mores e Perfugas, confermando il coinvolgimento di allevamenti ovini nella zona. La concentrazione di episodi nel Sassarese richiede attenzione e misure preventive mirate.

La determinazione del sierotipo è un passaggio fondamentale. La conferma di laboratorio ha accertato la presenza della lingua blu, ma l'identificazione della specifica variante virale è ancora in corso per Bulzi.

Il bollettino epidemiologico nazionale veterinario, dedicato alla febbre catarrale degli ovini, resta il punto di riferimento per la diffusione di queste informazioni vitali.

I precedenti focolai di settembre: Mores, Perfugas e Senorbì

Prima della segnalazione di Bulzi, i focolai di Mores e Perfugas erano stati gli ultimi due casi documentati nel Sassarese. A Mores, la conferma era stata registrata l'11 settembre, con l'identificazione del sierotipo 3. A Perfugas, il 15 settembre era stato accertato un focolaio riconducibile al sierotipo 4. Questi dati evidenziano la circolazione di ceppi virali distinti.

Il quadro epidemiologico regionale di settembre includeva anche un focolaio individuato a fine agosto a Senorbì, nel sud dell'Isola.

La conferma di questo caso era giunta il 2 settembre, e il sierotipo rilevato era l'8. Prima del nuovo episodio a Bulzi, le informazioni disponibili indicavano la coesistenza di tre diversi sierotipi della lingua blu in Sardegna: il 3, il 4 e l'8. Questa pluralità di varianti virali complica la gestione della malattia e richiede elevata attenzione.

Analisi e monitoraggio: il ruolo del bollettino veterinario

Le conferme diagnostiche per Bulzi, Mores e Perfugas sono frutto di un'intensa attività di monitoraggio e analisi. L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, in quanto centro di riferimento nazionale, svolge un ruolo cruciale nell'identificazione e caratterizzazione dei ceppi virali.

La sua competenza è essenziale per fornire dati precisi e tempestivi, fondamentali per comprendere l'evoluzione della malattia.

Il bollettino epidemiologico nazionale veterinario si conferma uno strumento indispensabile per la trasparenza e la diffusione delle informazioni sui focolai di febbre catarrale degli ovini. Attraverso questo report, le autorità sanitarie e gli operatori accedono a dati aggiornati, consentendo una risposta rapida ed efficace per la protezione degli allevamenti e la salute animale. La costante pubblicazione di tali aggiornamenti consente di tracciare l'andamento della malattia e implementare misure di contenimento appropriate, salvaguardando il patrimonio zootecnico regionale.