La Liguria si posiziona all’ottavo posto nella classifica nazionale relativa ai Livelli essenziali di assistenza (LEA) per il 2024, tra regioni e province autonome. L’analisi condotta dalla Fondazione Gimbe evidenzia come la regione abbia raggiunto lo status di adempiente all'interno del Nuovo Sistema di Garanzia, un significativo miglioramento rispetto al giudizio di inadempienza registrato nel 2023.
Il punteggio complessivo assegnato alla Liguria è di 250 punti su un massimo di 300. Questo risultato rappresenta un incremento di 31 punti rispetto all'anno precedente, sottolineando un progresso nella garanzia delle prestazioni sanitarie.
I Livelli essenziali di assistenza definiscono l'insieme delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a erogare gratuitamente o con il pagamento di un ticket a tutti i cittadini.
La valutazione dei LEA: aree e performance regionali
Il sistema di valutazione si basa su 27 indicatori chiave del Nuovo Sistema di Garanzia, suddivisi in tre macro-aree fondamentali: la prevenzione collettiva e sanità pubblica, l'assistenza distrettuale e l'assistenza ospedaliera. Analizzando le performance specifiche, la Liguria si colloca all’ottavo posto sia nell’area della prevenzione sia in quella dell’assistenza distrettuale, mentre scende al quattordicesimo posto per quanto riguarda l'assistenza ospedaliera.
È importante notare che il Nuovo Sistema di Garanzia include un totale di 88 indicatori, ma il giudizio di adempimento formale si concentra sui 27 indicatori CORE. Una regione è considerata adempiente se raggiunge un minimo di 60 punti in ciascuna delle tre macro-aree. Nel 2024, il numero delle regioni e province autonome adempienti è salito a 18 su 21, un aumento rispetto alle 13 su 21 registrate nel 2023.
Contesto nazionale e le sfide dell'accesso alle cure
A livello nazionale, il quadro del 2024 mostra alcune realtà ancora in difficoltà. Risultano infatti inadempienti la Calabria nell’area distrettuale, e la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia nell’area della prevenzione. La classifica generale, ottenuta sommando i punteggi delle tre macro-aree, evidenzia una predominanza delle regioni settentrionali: tra le prime dieci posizioni, sette sono occupate da regioni del Nord, due del Centro e una del Sud, la Puglia.
Un'analisi più approfondita delle singole macro-aree rivela che le performance non sono sempre uniformi all'interno della stessa regione. Territori come la Liguria, la Calabria, la Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano mostrano una notevole variabilità tra i risultati ottenuti nella prevenzione, nell’assistenza distrettuale e nell’assistenza ospedaliera.
Nonostante l'aumento delle regioni che superano la valutazione ministeriale, emerge un dato preoccupante: quasi 5,8 milioni di persone hanno rinunciato ad almeno una visita. Questo fenomeno solleva interrogativi sull'effettiva accessibilità delle cure, al di là delle valutazioni formali di adempienza.