La Sardegna ha superato la valutazione ministeriale sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nel 2024, ottenendo 212 punti su 300 e classificandosi al 15° posto tra Regioni e Province autonome. L'analisi della Fondazione Gimbe conferma l'Isola tra le realtà adempienti, con un miglioramento di 20 punti rispetto al 2023. La valutazione, basata su 27 indicatori, ha visto la Sardegna al 13° posto per la prevenzione, al 17° per l'assistenza distrettuale e al 18° per l'assistenza ospedaliera. La notizia è stata diffusa il 23 settembre 2026.

Rinuncia alle cure: il paradosso tra promozione e difficoltà di accesso

Nonostante la promozione sui LEA, emerge un dato preoccupante: la rinuncia alle cure. Nel 2024, quasi 5,8 milioni di italiani hanno dichiarato di aver rinunciato ad almeno una visita o un accertamento diagnostico. La Sardegna registra tra le percentuali più alte, con l'8,7% della popolazione che ha rinunciato a prestazioni. Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha sottolineato la «contraddizione» tra Regioni promosse e l'aumento della spesa privata e delle rinunce, evidenziando i limiti della “pagella” ministeriale nel misurare l'effettiva fruibilità dei LEA.

Il quadro nazionale: dati Istat su rinunce, screening e mobilità

L'analisi nazionale, basata sui dati ISTAT, conferma la gravità delle rinunce: nel 2024, il 9,9% della popolazione (quasi 5,8 milioni di persone) ha omesso prestazioni sanitarie necessarie, un incremento dal 6,4% del 2019, principalmente per lunghe liste d’attesa e costo economico. Le donne (11,4%) sono più colpite degli uomini (8,3%), e la Sardegna si distingue per le percentuali più elevate di rinuncia. Le criticità si estendono agli screening oncologici, con oltre 7,6 milioni di persone escluse dai programmi gratuiti nel 2024 e oltre 50.300 casi non intercettati, come evidenziato dalla Fondazione Gimbe. Anche la mobilità ospedaliera extra-regione persiste, coinvolgendo l'8,6% dei ricoveri e mostrando marcate disparità tra le regioni.

Disparità regionali e fattori di rischio per la salute

Le disparità territoriali nella sanità sono evidenti anche nel Monitoraggio dei LEA del 2024, che vede Veneto, Emilia-Romagna e Toscana ai vertici, mentre Calabria, Molise e Sicilia chiudono la classifica. L'accessibilità alle strutture di emergenza-urgenza varia significativamente tra le città, con Milano, Torino, Catania e Cagliari tra le migliori. I dati sugli stili di vita rivelano che nel 2025 quasi 10 milioni di fumatori e oltre 5,7 milioni di persone obese rappresentano importanti fattori di rischio, con sedentarietà e consumo di alcol a rischio diffusi nella popolazione.