Un significativo divario nelle sperimentazioni oncologiche aperte al reclutamento emerge dai dati presentati a Napoli il 12 settembre 2026. Giuseppe Curigliano, direttore della Divisione sviluppo di nuovi farmaci per terapie innovative dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO), ha illustrato all'Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica del ministero della Salute – come l'Europa registri circa 3.000 trial, un numero nettamente inferiore rispetto ai 5.200 degli Stati Uniti e ai 5.300 dell'Asia.
Questi dati, derivati da ClinicalTrials.gov, evidenziano una marcata riduzione soprattutto negli studi promossi dall'industria e focalizzati sulle prime fasi di sviluppo dei farmaci.
Curigliano ha sottolineato che “non è che i trial non ci siano, ma ci sono meno centri attivi”, evidenziando una problematica di capacità operativa. Nel contesto europeo, l'Italia mantiene una posizione di rilievo con 495 sperimentazioni accademiche e registrative attive, posizionandosi dietro la Spagna (708), la Francia (635) e il Regno Unito (520).
Il confronto globale nella ricerca oncologica
La crescita asiatica nel campo della ricerca oncologica è trainata in modo significativo dalla Cina. Negli ultimi dieci anni, una combinazione di incentivi fiscali e ingenti investimenti ha favorito la nascita di oltre 11 mila imprese farmaceutiche e biotecnologiche, portando allo sviluppo di circa 600 nuove molecole.
Un fattore chiave in questo progresso è anche l'impiego dell'intelligenza artificiale, che contribuisce ad accelerare sia la ricerca di base sia le fasi iniziali di sperimentazione clinica.
Nonostante l'Europa detenga una produzione scientifica di elevata qualità, come attestato da indicatori quali il Nature Index e l'H-index di SCImago Oncology, che la pongono su livelli comparabili o superiori a Stati Uniti e Asia, la sua criticità risiede nella capacità di tradurre rapidamente questa conoscenza in nuovi studi e in un accesso tempestivo alle terapie per i pazienti. Questa lentezza si manifesta anche nel lancio dei farmaci: alcune aziende preferiscono avviare la commercializzazione negli Stati Uniti, posticipando l'introduzione nel mercato europeo anche di uno o due anni.
Strategie per rilanciare la ricerca in Europa e Italia
Per recuperare il terreno perduto e stimolare l'innovazione, sono necessari investimenti mirati in ricerca e sviluppo, potenziamento dei laboratori e creazione di infrastrutture dati accessibili. Cruciali sono anche l'adozione dell'intelligenza artificiale e la formazione continua del personale specializzato. Tra le misure essenziali figurano inoltre la riduzione dei costi, la semplificazione della burocrazia e il superamento della frammentazione, insieme al rafforzamento delle collaborazioni tra centri di ricerca, istituzioni e industria farmaceutica.