L'elisoccorso dell'Umbria, con il velivolo Nibbio, ha concluso una sessione di addestramento al soccorso nelle forre. Medici e infermieri del servizio regionale si sono esercitati nelle profonde e strette gole naturali, per mantenere e consolidare competenze operative e sicurezza in contesti complessi.

La sessione estiva del corso annuale ha coinvolto l'equipaggio sanitario dell'elisoccorso regionale, composto da medici e infermieri della Centrale 118, diretta dal dottor Francesco Borgognoni. Il percorso si è concentrato sul soccorso in ambiente di forra e acquatico, con prove di preparazione operativa nei luoghi più impervi della regione.

Le forre: scenari complessi per il soccorso

Le forre sono gole naturali profonde e strette, caratterizzate da pareti rocciose, cascate, salti verticali, pozze e tratti allagati, modellate dall'azione dell'acqua. In Umbria, questi ambienti si trovano in diverse aree, dalla Valnerina all'Orvietano, includendo i comprensori dei Monti Sibillini, del Monte Cucco e del Monte Catria. Attirano ogni anno numerosi escursionisti e appassionati di torrentismo.

Nonostante il loro valore naturalistico, le forre presentano difficoltà specifiche per il soccorso. Acqua, verticalità, accessi complessi e comunicazioni limitate rendono il recupero un intervento ad elevata complessità. Per questo, il personale sanitario di Nibbio segue annualmente un percorso formativo e prove di verifica, essenziali per mantenere l'operatività negli interventi in forra e negli ambienti acquatici.

Quattro giornate di addestramento in Valnerina

L'attività si è svolta in quattro giornate, dedicate alle forre della Valnerina. L'organizzazione ha coinvolto il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (Sasu) e la Scuola Nazionale Tecnici Soccorso in Forra (SNaFor) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas). Alla formazione hanno collaborato anche la Centrale Operativa Regionale 118 e,