La Cardiologia interventistica vascolare periferica dell’ospedale di Mirano, parte dell’Ulss 3 Serenissima, si conferma un punto di riferimento essenziale nella cura delle gravi patologie vascolari che mettono a rischio l’amputazione degli arti. L’équipe, guidata dal primario Salvatore Saccà, affronta con successo ogni anno numerosi casi complessi, spesso considerati inoperabili in altre strutture sanitarie. La sua reputazione attrae pazienti non solo da diverse regioni italiane, ma anche dall’estero, a testimonianza dell’eccellenza raggiunta.
Il reparto si dedica a interventi sull’intero albero cardiovascolare, dalla carotide alle arterie più periferiche, con una significativa specializzazione nei trattamenti vascolari degli arti inferiori.
Nel corso del 2026, la struttura ha portato a termine 400 interventi cardiovascolari periferici con esito positivo, registrando un notevole incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Tra i successi spiccano storie come quella di un paziente albanese ultrasettantenne, affetto da ischemia critica agli arti, e un settantenne veneziano con una vasculopatia acuta da diabete, giunto a Mirano con un dito già in necrosi. Grazie a due interventi di angioplastica periferica, quest’ultimo ha recuperato pienamente, tornando a camminare in autonomia. Anche un uomo di Piacenza, con un problema vascolare complesso, ha beneficiato di un trattamento efficace tramite l’impianto di uno stent.
L'eccellenza e i numeri della Cardiologia di Mirano
La forza della Cardiologia di Mirano risiede in un’équipe altamente qualificata, composta da circa cento professionisti, inclusi 20 medici, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari. L’attività annuale del reparto è imponente: si contano circa 3.000 ricoveri, oltre 25.000 prestazioni ambulatoriali e circa 1.000 angioplastiche. Massimo Zuin, direttore generale dell’Ulss 3, ha definito la struttura “il reparto delle grandi speranze”, sottolineando la lunga e prestigiosa tradizione della Cardiologia miranese, che da decenni è in costante crescita sia in termini di volumi di attività che di qualità delle cure offerte.
Il primario Salvatore Saccà descrive l’approccio del reparto come una Cardiologia basata sull’Emodinamica, un modello che permette di affrontare un’ampia gamma di patologie.
Gli interventi spaziano lungo diversi distretti vascolari cruciali: dalle carotidi all’aorta toracica e addominale, dalle arterie periferiche alle complesse vasculopatie degli arti inferiori, fino al delicato trattamento del piede diabetico. Saccà riassume la missione del suo team con una frase chiara ed efficace: “Cerchiamo di curare anche i casi considerati inoperabili altrove”, evidenziando l’impegno costante nel fornire soluzioni anche nelle situazioni più critiche.