La Regione Campania ha ufficialmente escluso qualsiasi scenario di emergenza sanitaria negli allevamenti bovini e bufalini del territorio, in relazione alla recente rilevazione del virus Shamonda. La rassicurante comunicazione è stata diffusa a Napoli il 30 settembre 2026, a seguito di una conferenza stampa tenutasi a Portici, presso la sede dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM). L'incontro è stato dedicato ad aggiornamenti dettagliati sul virus, riscontrato in alcuni campioni prelevati dalla popolazione bovina e bufalina nella provincia di Salerno.
Il messaggio chiave rivolto sia agli allevatori che ai cittadini è stato categorico: “Negli allevamenti bovini e bufalini la situazione è sotto controllo. Non sussiste alcun rischio per l'uomo”.
Alla conferenza hanno preso parte figure istituzionali di rilievo, tra cui l’assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, e il direttore generale dell’IZSM, Giuseppe Iovane. Entrambi hanno illustrato come la situazione sia costantemente e attentamente controllata. Questo capillare sistema di monitoraggio è il frutto di una coordinazione sinergica tra la Regione Campania, i Servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e l'Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale, operando in stretto raccordo con il Centro di referenza nazionale.
È stato ribadito, sulla base delle conoscenze scientifiche attualmente disponibili, che l'infezione da virus Shamonda non è trasmissibile all'uomo e che, di conseguenza, non sono stati riscontrati rischi per la salute umana derivanti dal consumo di latte o carne provenienti dagli animali infetti.
Il virus Shamonda e il quadro negli allevamenti
Il virus Shamonda, noto anche con la sigla SHAV, è stato classificato come un'infezione emergente. È importante sottolineare che non rientra tra le malattie soggette a specifiche misure ufficiali di sorveglianza e controllo previste dalla normativa dell'Unione Europea. La sua trasmissione avviene prevalentemente attraverso insetti vettori, in particolare quelli appartenenti al genere Culicoides.
Le evidenze attuali non suggeriscono una significativa trasmissione diretta tra gli animali. Tuttavia, è stata indicata come possibile la trasmissione verticale, ovvero dalla madre al feto, sia nelle specie bovine che in quelle bufaline, un aspetto che richiede attenzione nel monitoraggio.
Un punto fondamentale chiarito durante l'incontro è che la positività di un singolo animale al virus Shamonda non implica automaticamente l'applicazione di misure drastiche come il blocco dell'intera azienda agricola, l'abbattimento degli animali infetti o la distruzione del latte prodotto. Qualsiasi provvedimento sarà attentamente valutato e adottato dall'autorità competente, caso per caso, sulla base delle specifiche circostanze e del contesto epidemiologico.
Restano, ovviamente, validi gli obblighi generali di segnalazione previsti dalla normativa vigente per garantire la massima trasparenza e controllo. Il programma di monitoraggio prosegue con l'obiettivo primario di mantenere un flusso costante di informazioni accurate e aggiornate per l'intera filiera zootecnica, assicurando la sicurezza alimentare e la tutela degli allevamenti campani.