I mercati finanziari hanno rivisto al rialzo le proprie aspettative, prezzando fino a quattro ulteriori rialzi dei tassi di interesse entro il 2027 per la Banca Centrale Europea (BCE) e la Bank of England (BoE). Questa proiezione, emersa il 9 settembre 2026, riflette una scommessa degli operatori sulla risposta delle banche centrali a un persistente scenario d'inflazione. Le attese sono alimentate da una combinazione di fattori globali, tra cui le temperature estive fuori scala, i conflitti in Medio Oriente e in Ucraina – dove non si intravede una tregua – e le continue tensioni legate allo scontro sui dazi.
Il mercato, attraverso gli strumenti di swap, indica complessivamente circa 90 punti base di stretta monetaria entro dicembre 2027, con il tasso sui depositi della BCE che si prevede possa salire dall'attuale 2,25% al 3,25%.
Le previsioni di mercato e l'impatto sui tassi
L'analisi degli swap rivela una chiara traiettoria per la politica monetaria, con gli operatori che prezzano circa 90 punti base di stretta monetaria complessiva entro la fine di dicembre 2027. Nello specifico, per la BCE, la stima di mercato proietta il tasso sui depositi a un 3,25%, in aumento significativo rispetto all'attuale 2,25%. Una previsione analoga riguarda la Bank of England, per la quale si attende un innalzamento del tasso fino al 4,75%.
Questo scenario delineato dagli strumenti di mercato evidenzia quindi una fase di rialzi dei tassi che si estenderà sia all'area euro sia al Regno Unito, riflettendo una comune pressione inflazionistica.
In questo contesto, il mercato ritiene virtualmente acquisita una stretta di un quarto di punto da parte della BCE già per il giorno successivo alla pubblicazione di queste analisi. Tale aspettativa si inserisce in un quadro macroeconomico dove l'inflazione dell'area euro ha raggiunto il 3,3%, toccando i massimi di tre anni. Parallelamente, anche la crescita economica è un fattore rilevante: il dato dello 0,6% registrato nel quarto trimestre si attesta come il livello più forte dal secondo trimestre del 2022, suggerendo una certa resilienza economica nonostante le pressioni inflazionistiche.
Fattori globali e pressioni inflazionistiche
L'incremento delle aspettative sui rialzi dei tassi è attribuibile a un insieme di fattori globali che continuano a influenzare lo scenario economico monitorato dagli operatori. Tra gli elementi chiave spiccano le temperature estive fuori scala, che possono avere implicazioni sui prezzi delle materie prime e sull'energia. A ciò si aggiungono le persistenti guerre in Medio Oriente e in Ucraina, che generano incertezza geopolitica e perturbazioni nelle catene di approvvigionamento. Un ulteriore elemento di pressione è rappresentato dallo scontro sui dazi, che contribuisce a un clima di tensione commerciale e può impattare sui costi di importazione, alimentando ulteriormente lo scenario d'inflazione a cui i mercati stanno reagendo.
In sintesi, la direzione delle attese del mercato è chiaramente definita dai parametri numerici. Per la BCE, il tasso sui depositi, attualmente al 2,25%, è previsto salire al 3,25% secondo la traiettoria indicata dagli swap. La Bank of England, invece, vede il suo livello associato alla medesima scommessa posizionarsi al 4,75%. Il confronto tra questi valori e la previsione complessiva di circa 90 punti base di stretta monetaria entro dicembre 2027 sintetizza efficacemente le proiezioni espresse dagli operatori finanziari.