Un’importante sollecitazione è stata rivolta all’assessore regionale alla Sanità della Basilicata, Cosimo Latronico, dal capogruppo di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello. A Potenza, il 23 settembre 2026, Vizziello ha chiesto l’immediata attivazione delle procedure necessarie per implementare il decreto del 27 luglio 2026, un provvedimento cruciale per la diagnostica di primo livello. Questo decreto, infatti, stanzia risorse significative per l’acquisto di apparecchiature sanitarie destinate a rafforzare la medicina territoriale: in particolare, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le Case di Comunità.
Alla Basilicata sono stati assegnati due milioni di euro, fondi nazionali specificamente dedicati a questo intervento strategico.
L’urgenza della richiesta di Vizziello si basa sul termine perentorio di 90 giorni dalla pubblicazione del decreto. Il capogruppo ha esortato la Regione a trasmettere senza indugio al Ministero della Salute i fabbisogni specifici delle Case di Comunità presenti sul territorio regionale e, contestualmente, a presentare un dettagliato piano pluriennale per l’allocazione delle apparecchiature negli studi dei medici di famiglia. L’obiettivo primario di questa iniziativa è chiaro: accorciare le liste d’attesa per esami diagnostici e rendere disponibili prestazioni di primo livello direttamente negli studi medici, migliorando l’accessibilità e l’efficienza del servizio sanitario locale.
Gli Adempimenti Richiesti alla Regione Basilicata
La sollecitazione di Vizziello si concentra sugli adempimenti che la Regione è chiamata a svolgere per poter accedere e gestire efficacemente i fondi stanziati. Il capogruppo ha sottolineato l’importanza di non perdere questa “ennesima opportunità di accorciare le liste d’attesa”, un problema sentito dalla cittadinanza. Ha ribadito la necessità che la Regione “trasmetta al Ministero della Salute i fabbisogni regionali delle Case di Comunità e presenti il piano pluriennale relativo alle apparecchiature destinate agli studi dei medici di famiglia”. Questo passaggio è fondamentale per garantire che le risorse siano allocate in modo mirato e rispondano alle reali esigenze del territorio.
Il decreto in questione stabilisce precise modalità di ripartizione delle risorse. Ogni regione ha la facoltà di destinare fino a un massimo del 50% dei fondi assegnati all’acquisto di attrezzature per le proprie Case di Comunità. La parte restante delle risorse è invece riservata al finanziamento delle apparecchiature di diagnostica di primo livello che saranno acquistate direttamente dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Tra le prestazioni che potranno essere erogate direttamente negli studi medici, come evidenziato da Vizziello, rientrano esami fondamentali quali ecografie, elettrocardiogrammi e spirometrie. Questa decentralizzazione degli esami mira a decongestionare le strutture ospedaliere e a facilitare l’accesso alle cure per i cittadini, in particolare nelle aree più remote.
Il Quadro del Decreto Nazionale per la Sanità Territoriale
Il decreto del 27 luglio 2026 rappresenta una misura strategica a livello nazionale per il rafforzamento della sanità territoriale. L’iniziativa mira a potenziare la capacità diagnostica di base, portando servizi essenziali più vicini ai cittadini e alleggerendo il carico sulle strutture ospedaliere. L’implementazione di questo provvedimento in Basilicata, con l’allocazione dei due milioni di euro, è vista come un passo concreto verso una sanità più efficiente e accessibile. La tempestività nell’invio della documentazione richiesta dal Ministero della Salute è quindi cruciale per non vanificare l’opportunità di migliorare significativamente l’offerta di servizi diagnostici di prossimità, contribuendo in modo sostanziale alla riduzione delle liste d’attesa e al benessere della comunità lucana.