In Piemonte, oltre 12 mila persone attendono un posto nelle Rsa, con migliaia di famiglie che sostengono interamente le rette. Il 6 ottobre 2026 a Torino, Cgil e Federconsumatori Piemonte hanno avviato una vertenza contro le Asl per garantire la quota sanitaria ai non autosufficienti. L'iniziativa è partita con una diffida alle aziende sanitarie e alle direzioni generali.

La contestazione verte sull'applicazione della delibera regionale del 2013, che regola la valutazione per l'ingresso nelle Rsa. Giorgio Airaudo, segretario generale Cgil Piemonte, ha legato la vertenza alla tutela dei non autosufficienti, affermando: “Il Piemonte è una regione molto anziana, che sta invecchiando velocemente.

Il diritto all'assistenza delle persone non autosufficienti è garantito dalla Costituzione e dalle leggi di questo Paese. Non pensiamo che i bilanci debbano sopravanzare la Costituzione e la legge”.

L'aumento delle liste d'attesa Rsa

Le liste d'attesa Rsa sono cresciute significativamente: da circa 9 mila a oltre 12 mila persone in dieci mesi (settembre 2025 - giugno 2026). La vertenza dettaglia 892 casi urgenti, 3.325 non urgenti e 7.399 differibili. Si aggiungono circa 2.500 persone già ricoverate che, senza valutazione dell'Unità Geriatrica, non figurano nelle liste.

La problematica coinvolge le famiglie, costrette a pagare l'intera retta in attesa del riconoscimento della quota sanitaria.

Giovanni Prezioso di Federconsumatori Piemonte ha evidenziato: “Ai nostri sportelli si rivolgono persone con genitori ricoverati in Rsa che per pagare le rette si sono venduti i beni di famiglia o sono obbligati a rivolgersi alle finanziarie. È un problema sociale enorme”.

Quota sanitaria: termini e costi

La quota sanitaria, fulcro della vertenza, copre il 50% dei costi della retta per l'inserimento in struttura. Il termine per il riconoscimento è di 90 giorni.