Il 10 ottobre 2026, a Napoli, il caso di Irene, nome di fantasia di una donna residente nel Napoletano e affetta da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), è stato al centro del XXIII Congresso dell’Associazione Luca Coscioni. L'evento, intitolato “Il coraggio delle libertà”, si è tenuto presso il Museo Darwin Dohrn. Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell’Associazione, ha confermato che per la donna sono già stati riconosciuti i requisiti stabiliti dalla sentenza Cappato per accedere alla morte volontaria assistita.
La questione principale, come evidenziato da Gallo, riguarda la strumentazione necessaria per permettere a Irene di azionare autonomamente il macchinario per l’autosomministrazione del farmaco.
È stato presentato un ricorso al Tribunale con l'obiettivo di ottenere che l’Asl di Napoli possa dotarsi di propri strumenti, evitando così di dipendere dal trasferimento di dispositivi già impiegati in altri contesti. L'obiettivo, ha spiegato Gallo, è che l'ASL “si renda autonoma con strumentazione propria”.
La richiesta di autonomia e il precedente toscano
La strumentazione a cui si fa riferimento è già esistente ed è stata utilizzata in Toscana nel marzo 2026 da Libera, un altro nome di fantasia che identifica una donna toscana affetta da una grave forma di sclerosi multipla. Nonostante la potenziale collaborazione tra le aziende sanitarie, l’Associazione Luca Coscioni ha ritenuto necessario presentare un ricorso al Tribunale per superare gli ostacoli burocratici legati alla disponibilità del dispositivo.
La richiesta specifica è che l’Asl di Napoli possa disporre autonomamente degli strumenti indispensabili, garantendo a Irene la possibilità di procedere con la sua scelta se e quando deciderà di confermarla.
Filomena Gallo ha descritto Irene come una donna adulta, con una famiglia presente, e che riceve regolarmente cure e assistenza. La segretaria dell’Associazione ha tenuto a precisare che la donna non si trova in una condizione di abbandono o di carenza di supporto. Il quadro che emerge è piuttosto quello di anni di malattia e delle profonde sofferenze causate dalla SLA, una condizione che, secondo le parole riportate da Gallo, ha reso la sua “vita insopportabile”.
Il percorso giudiziario precedente
Il procedimento giudiziario relativo al caso era già stato esaminato dal Tribunale di Torre Annunziata. Il 13 agosto 2026, il Tribunale aveva accolto il ricorso presentato da una pensionata di 72 anni del Napoletano, malata.