A Benevento, l'Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli ha ospitato una significativa giornata di studio dedicata a "Update in Medicina di Laboratorio - La precisione in medicina". L'evento, svoltosi il 1 ottobre 2026, ha posto al centro del dibattito l'importanza cruciale dell'integrazione tra dati clinici, informazioni genetiche e risultati di laboratorio per una diagnostica sempre più accurata e lo sviluppo di terapie personalizzate, in particolare nel campo dell'oncologia.

Protagonista della giornata è stato il professor Antonio Iavarone, figura di spicco nel panorama scientifico internazionale, full professor presso l’Università di Miami e vicedirettore del prestigioso Sylvester Comprehensive Cancer Center.

Il suo intervento ha approfondito i più recenti risultati della ricerca sui tumori e le prospettive rivoluzionarie offerte dalla medicina di precisione.

Il convegno, promosso presso il Centro Congressi “Fra Pietro dè Giovanni” della struttura ospedaliera, ha riunito un vasto pubblico di operatori sanitari, focalizzandosi su temi quali la ricerca avanzata, la diagnostica innovativa e la personalizzazione delle cure. La responsabilità scientifica dell'iniziativa è stata affidata al dottor Giovanni Pigna, medico patologo clinico dell’ospedale, che ha sapientemente strutturato il programma attorno al fulcro della medicina di precisione.

Il profilo genetico dei tumori per cure mirate

Nel corso della sua lectio magistralis, il professor Iavarone ha evidenziato come la medicina di precisione sia intrinsecamente legata alla variabilità estrema delle forme tumorali.

Ha sottolineato la necessità imperativa di studiare queste patologie attraverso un'analisi dettagliata del loro profilo genetico. "Il motivo è l’estrema variabilità delle forme tumorali che vanno studiate prevalentemente secondo il loro dettagliato profilo genetico, in questo entra la Precision Medicine", ha affermato Iavarone, chiarendo il ruolo fondamentale di questo approccio.

Il dibattito si è esteso anche ai tumori cerebrali, un ambito in cui la ricerca sta esplorando attivamente le caratteristiche molecolari della malattia come base per lo sviluppo di nuove e più efficaci possibilità terapeutiche. L'attenzione è stata costantemente rivolta all'integrazione sinergica di tutti i dati disponibili – clinici, genetici e di laboratorio – per raggiungere diagnosi più precise e delineare percorsi terapeutici su misura per ogni paziente.

La giornata di lavori ha visto anche i saluti istituzionali del direttore sanitario Maurizio Quici e del direttore amministrativo Giovanni Carozza, seguiti dall'introduzione ai lavori curata dal dottor Nicola Rosario Forte. L'evento ha incluso un'intervista al professor Iavarone condotta dal giornalista Alfredo Salzano, arricchendo ulteriormente il confronto scientifico e divulgativo.